di Lorenzo Giannotti

La querelle sul fantomatico e tanto vituperato Mes va avanti ormai da qualche settimana, intasando le pagine dei quotidiani e le poltroncine dei talk show televisivi.

Matteo Salvini accusa Giuseppe Conte di aver tramato alle spalle della nazione tutta, sottoscrivendo nottetempo improbabili contratti che danneggerebbero l’italico stivale e chi lo popola. Conte lo sbugiarda puntualmente, facendo notare che Salvini era parte del governo precedente, che ha lungamente discusso, al suo interno e non, la posizione italiana da portare in Europa per quanto riguarda il meccanismo europeo di stabilità. In Parlamento, luogo deputato appunto al dibattito, si sono scontrati il presidente del Consiglio e chi lo accusava nientepopodimeno che di “alto tradimento”.

Cos’è il Mes? Quali sono gli ingranaggi che lo fanno funzionare? Quali sono le regole che lo disciplinano? Gli italiani lo avranno capito appieno? Chi scrive ammette candidamente che non c’ha capito una mazza: chi sarà il detentore della ragione? Chi è che sta sciorinando bellamente dichiarazione mendaci?

Tutti questi dubbi ci attanagliavano prima che Salvini ci svelasse un trucchetto, tanto popolare quanto arguto: “Ieri c’è stato un messaggio – per chi crede – della Madonna di Medjugorje che invitava a giudicare le persone dallo sguardo. Lo sguardo di Conte è quello di uno che scappa”. Non è importante cosa uno dica o faccia: quello che conta, in Conte, è lo sguardo. Che poi, se uno crede o non crede, lo sguardo di Conte è quello: non cambia. Magari, il giorno dopo, un giornalista ti chiede degli aspetti tecnici del Mes e tu rispondi con uno straziante balbettio, prima di salutarlo con il mai domo “bacioni”.

La prima reazione sarebbe quella di rispondere con le parole del logorroico professor Callisto Cagnato di Carlo Verdone: “Senta, faccia una bella cosa: si ripresenti alla prossima sessione in maniera meno comica per favore, si accomodi”, ma cosa ce ne facciamo noi delle parole e dei fatti? Salvini ce lo ha spiegato per bene e con argomentazioni convincenti: quello che conta, in Conte, è lo sguardo.

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