C’è una foto che in molti conoscono. È quella di un giovane, sul tavolo dell’obitorio, un corpo martoriato, il volto coperto da lividi viola. Immaginiamoci di avere quella foto tra le mani, la foto di nostro fratello morto ammazzato, e di dovere scegliere, in poche ore, se cancellarla o – cacciando giù il dolore – stamparne una gigantografia e chiedere giustizia per un corpo su cui è impressa la cruda verità di un pestaggio. “Cosa avrà provato Ilaria nella notte in cui ha dovuto scegliere di mostrare la foto di suo fratello? Cosa ha provato nel momento in cui sarebbe partita tutta la battaglia?”. A chiederselo Giulia Viana, della Compagnia Eco di Fondo. Sul palco lei, Ilaria Cucchi e suo fratello Stefano. “Ma i due non si chiamano mai per nome. Purtroppo, è una tragedia come tante: raccontiamo un caso per raccontarne molti altri che sono successi”.

Uno spettacolo teatrale dedicato a Stefano e Ilaria Cucchi. A dieci anni dalla morte del 31enne romano, e a pochi giorni dalla storica sentenza che vede due carabinieri condannati a 12 anni per l’omicidio del giovane romano, la compagnia teatrale Eco di Fondo mette in scena La notte di Antigone, ovvero una rilettura del mito di Antigone ispirata alla figura di Ilaria Cucchi. Lo spettacolo sarà in scena per tre anteprime dal 29 novembre all’1 dicembre a Milano a Campo Teatrale.

Tre anteprime milanesi in cui la compagnia chiede agli spettatori un ruolo attivo: dopo ogni rappresentazione, infatti, si aprirà un dibattito con il pubblico, in cui sarà possibile esprimere le proprie opinioni e indicazioni sul lavoro presentato. L’obiettivo è raggiungere una forma di spettacolo perfezionata, grazie a un contributo drammaturgico collettivo. Per questo motivo, e per aprire le porte ad un pubblico attento alle tematiche portate in scena, biglietto scontato a 5 euro per gruppi di minimo cinque operatori o volontari nei settori del diritto, della lotta alle dipendenze, del sociale e del femminile (prenotando a biglietteria@campoteatrale.it).

“Conoscere Ilaria Cucchi è stato per noi una conferma; era proprio come l’avevamo immaginata leggendo i suoi libri in vista dello spettacolo – continua il regista della pièce Giacomo Ferraù di Eco di Fondo – una donna molto sensibile, guidata da una volontà ed una forza d’animo davvero inimmaginabili”. Perché il 22 ottobre 2009, la morte di un tossico che volevano far credere ammazzato prima di malnutrizione, poi di epilessia, sarebbe forse rimasta una morte dimenticata, se non fosse stato per lei, una donna che ha scelto di cambiare il finale della storia di suo fratello.

“Le Antigoni di ogni tempo e di ogni luogo sono donne che si sono battute per aprire la strada ad altre Antigoni – precisa Giulia Viana, reduce dal successo dello spettacolo Angels in America del teatro Elfo Puccini –. Donne che hanno cercato la verità sfidando il sistema, forse per un senso innato di giustizia, forse per amore di un fratello tanto inafferrabile nella vita, quanto presente nella sua assenza. Forse perché Antigone non si nasce, ma ci si scopre lottando”.

La notte di Antigone, sostenuta dal progetto NEXT/laboratorio delle idee di Regione Lombardia, prosegue la linea poetica tracciata dalla compagnia con i precedenti spettacoli (O.Z., storia di un’emigrazione, Orfeo ed Euridice, La Sirenetta, Dedalo e Icaro, Pollicino): rileggere famose fiabe o miti antichi per dare spazio a temi rilevanti per la società contemporanea.

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