150 miliardi. A tanto ammonta l’evasione fiscale stimata in Italia tra tasse e contributi non pagati. “Chi combatte l’evasione perde voti perché gli evasori votano” è il pensiero di Pier Luigi Bersani, intervenuto ad un convegno sulla lotta all’evasione, organizzato da Nens – Nuova economia nuova società, l’associazione presieduta da Vincenzo Visco. Interpellato sul problema del mancato utilizzo su larga scala della miniera di informazioni raccolte nell’Anagrafe dei rapporti finanziari per contrastare l’evasione di massa e individuare così i contribuenti che spendono troppo rispetto a quanto dichiarato, l’ex ministro delle Finanze afferma che “occorre una norma d’interpretazione autentica che dica che nei confronti dello Stato e del fisco non ci sono problemi di privacy, perché solo da noi la si confonde con le informazioni su chi viola le leggi fiscali e sulla corruzione”. Anche Pier Luigi Bersani evidenzia come il problema della privacy sia risolvibile. “Permettiamo a Google di sapere di tutto di noi, ma non allo Stato. Senza questa ipocrisia della privacy sapremo casa per casa il grado di evasione e non come oggi è nei rapporti del ministero dell’Economia e delle rinanze provincia per provincia” e la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra sottolinea come esistano tecniche per l’anonimizzazione molto precise e protocolli per la segretezza dei dati sensibili dei contribuenti e noi andremo in quella direzione in un dialogo aperto e franco con il Garante delle privacy”

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