Tortellini di pollo? Giù le mani dal tortellino. Sarà un cibo meraviglioso e accogliente, lo facciano, ma non lo chiamino ‘tortellino’. Chiamiamolo Andrea“. Così, ai microfoni de “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus), il senatore del Gruppo Autonomie, Pier Ferdinando Casini, si pronuncia sulla polemica scatenatasi a Bologna per la scelta gastronomica della Curia in occasione della festa del patrono, San Petronio: preparare una variante dei tortellini, da affiancare a quelli tradizionali, con il ripieno di pollo anziché di maiale, al fine di venire incontro a coloro che, per ragioni religiose, non avrebbero potuto gustarli.

Casini non concorda con la Diocesi di Bologna, guidata da Matteo Zuppi, che ha ribattuto alle proteste della Lega, parlando di “strumentalizzazioni inaccettabili neanche in campagna elettorale”.
“Non condivido molto tutto questo can can – afferma l’ex leader dell Udc – Io sono un bolognese doc, per cui per me i tortellini sono l’identità. E il tortellino è quello che diciamo noi, cioè quello con il ripieno di carne di maiale. Uno a casa sua, se vuole preparare un finto tortellino, lo può fare. Ma andate dalle casalinghe o dalle signore bolognesi che fanno i tortellini veri: si rifiuterebbero per prime di farli con altri ingredienti, perché sarebbe il tradimento della propria identità culinaria, che è una cosa importante. E’ come se noi facessimo il cous cous con altri ingredienti”.

Casini poi si pronuncia sul leader della Lega, Matteo Salvini, che ha tuonato contro la scelta della Curia: “Riesco a non essere d’accordo con Salvini anche questa volta. Ha fatto una tale esagerazione di questo problema che lui rischia di passare dalla parte del torto. Sono d’accordo con lui sul fatto che il tortellino ha gli ingredienti fissi e questi non possono essere cambiati a piacimento. Che poi questa vicenda venga trasformata in una sorta di attentato di Stato mi sembra francamente una cosa ridicola. Le parole di Salvini meritano miglior causa. Quindi, giù le mani dal tortellino. Fate tutti i tortellini che volete a modo vostro, ma non li chiamate tortellini”.

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