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Mafia foggiana, torna libero il boss di Monte Sant’Angelo Enzo Miucci: era stato arrestato per violazioni della sorveglianza speciale

È ritenuto l'uomo al vertice del clan Li Bergolis-Miucci, soprannominati i 'Montanari' perché la loro massima influenza è esercitata nel territorio di Monte Sant'Angelo, sul Gargano. Il 36enne era stato arrestato dai carabinieri nel maggio scorso per violazioni della sorveglianza speciale
Mafia foggiana, torna libero il boss di Monte Sant’Angelo Enzo Miucci: era stato arrestato per violazioni della sorveglianza speciale
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Enzo Miucci, detto U’ Criatur, è tornato in libertà. Una scarcerazione eccellente nel panorama della mafia foggiana, perché Miucci è ritenuto l’uomo al vertice del clan Li Bergolis-Miucci, soprannominati i ‘Montanari’ perché la loro massima influenza è esercitata nel territorio di Monte Sant’Angelo, sul Gargano. Trentasei anni, U’ Criatur era stato arrestato dai carabinieri, guidati fino a pochi giorni fa dal comandante Marco Aquilio e ora da Nicola Lorenzon, nel maggio scorso per violazioni della sorveglianza speciale. Ora, scontato il periodo dovuto, è in attesa – a quanto si apprende – che gli venga nuovamente notificata la nuova misura.

Il clan capeggiato da Miucci è in lotta con la nascente batteria di fuoco Lombardi-La Torre-Ricucci, guidata da Matteo Lombardi, detenuto per l’omicidio di Giuseppe Silvestri nel marzo 2017, ucciso a Monte Sant’Angelo, e da Pasquale Ricucci detto Fic secc e Pietro La Torre U’ Montanar, quest’ultimo latitante da mesi. I Lombardi-La Torre-Ricucci sono nati dalle ceneri del clan Romito, decapitato da sentenze e omicidi, l’ultimo dei quali quello del boss Mario Luciano, obiettivo principale della strage di San Marco in Lamis dell’agosto 2017.

Negli ultimi anni l’influenza di Miucci, secondo gli inquirenti, è cresciuta grazie alla detenzione degli storici capi della famiglia Li Bergolis, i fratelli Franco, Armando e Matteo, tutti in carcere dopo il maxi-processo Iscaro-Saburo. I tre stanno scontando condanne pesantissime, rispettivamente all’ergastolo e a 27 anni. Da quando i tre sono ristretti in cella, Miucci – secondo le ricostruzioni degli investigatori – avrebbe via-via preso il comando allargando la rete di alleanze sia nella città di Vieste, con il gruppo di Girolamo Perna, ultima vittima della guerra di mafia, e nel capoluogo con il clan Sinesi-Francavilla.

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