Il trasbordo, come annunciato, è avvenuto sulle motovedette di Guardia costiera e Finanza che intorno alle 23.30 hanno portato gli 82 migranti a bordo della Ocean Viking al molo Favaloro di Lampedusa. I naufraghi, soccorsi dalla nave ong, sono stati trasferiti all’hotspot dell’isola, dove in questo momento sono ospitate circa 200 persone, oltre la capienza massima prevista. Saranno redistribuiti in base all’accordo raggiunto in Europa, dove Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo hanno dato il via libera alla redistribuzione. Parigi e Berlino ne accoglieranno 24 come l’Italia, 8 Lisbona e 2 Lussemburgo. Ma nella notte a Lampedusa non sono arrivati soltanto i migranti della Ocean Viking: altri 78 sono giunti in porto su un barcone soccorso dalle motovedette della Guardia di Finanza mentre 21 sono stati intercettati direttamente a terra dopo essere sbarcati sulla spiaggia dell’Isola dei Conigli. Sono invece ancora in corso le ricerche di sei persone segnalate sull’isolotto disabitato di Lampione. Notizie che Salvini commenta oggi da Pontida con le stesse parole di ieri: “L’Italia – dice – torna ad essere un campo profughi”, e aggiunge che attende ancora dall’Europa la redistribuzione di “migliaia” di persone.

La redistribuzione in Europa – Lo sblocco della Ocean Viking segna un cambio di passo dopo 14 mesi di porti chiusi, e una politica fatta di divieti alle navi delle organizzazioni umanitarie. In realtà la questione è tutt’altro che risolta e non è detto che quando la prossima nave si presenterà davanti alle coste italiane – la stessa Ocean Viking ha già fatto sapere che tornerà immediatamente in zona Sar – le scelte saranno identiche, perché tra gli stessi alleati di governo le posizioni sono ancora distanti. Al Pd che esulta, con Dario Franceschini che parla della “fine della propaganda di Salvini sulla pelle dei disperati in mare”, ha risposto alla vigilia dell’arrivo dei migranti sull’isola infatti Luigi Di Maio. “C’è un grande equivoco sul fatto che sia stato assegnato un porto sicuro alla Ocean Viking per il semplice motivo che noi lo abbiamo assegnato solo perché l’Europa ha deciso di aderire alla nostra richiesta di prendere gran parte di quei migranti”. Come dire: senza accordo i migranti sarebbero rimasti ancora in mare.

E anche l’intesa con i paesi europei è ancora tutta da definire. Perché non è ancora chiaro quali siano, a regime, i criteri della redistribuzione dei migranti. Germania e Francia accoglieranno solo i richiedenti asilo, come sempre sostenuto in passato, o tutti i migranti e dunque anche quelli economici, che invece per Parigi e Berlino dovrebbero rimanere nei centri dei Paesi di primo approdo in attesa del rimpatrio? Una questione di non poco conto visto che i due paesi si sono detti pronti ad accogliere una quota del 25% ciascuno, come nel caso della Viking. Questioni che, molto probabilmente, non troveranno una risposta prima del vertice del 23 settembre a La Valletta quando Malta, Italia, Francia e Germania tenteranno di trovare l’accordo politico per attuare quel “meccanismo temporaneo” che consenta di ridistribuire in automatico i migranti nei paesi disponibili senza dover ogni volta ricorrere a nuovi accordi.

Alla notizia dell’apertura del porto di Lampedusa, le ong hanno espresso soddisfazione. “Aver ricevuto il porto sicuro è una buona notizia – ha detto il coordinatore di Sos Mediterranee Nicola Stalla – Ma dover aspettare da qualche giorno a qualche settimana non è accettabile. L’Ue crei un meccanismo efficace e prevedibile che garantisca porti sicuri per sbarcare le persone”. Anche perché, a prescindere dalle navi delle Ong, i migranti continuano a partire.

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