L’incertezza negli ultimi 14 mesi ci costerà più o meno, nei prossimi anni, tra i 18 e i 20 miliardi di euro, perché abbiamo diversi titoli che sono stati emessi a uno spread più alto di quello che prevaleva a inizio maggio 2018″. Sono le parole di Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, rispondendo a una domanda del conduttore, Alberto Gottardo, durante la trasmissione “Morning Show” (Radio Cafe’).
E spiega: “Naturalmente è un calcolo di cifra cumulata, perché tiene conto che negli ultimi 14 mesi sono stati collocati anche titoli di debito pubblico a medio e lungo termine. Ma il calcolo è questo: 18-20 miliardi di euro di maggiore costo del debito pubblico rispetto a quanto sarebbe costato con lo spread a 150 di questi giorni“.

Riguardo alle priorità del nuovo governo Conte, l’ex commissario alla spending review osserva: “Credo che prima di tutto si debbano chiarire le idee su cosa intendano fare col deficit pubblico per il prossimo anno, perché dai documenti, dalle bozze di programma e dai punti che sono circolati non è chiaro per niente. Io eviterei un aumento del deficit, anche se si parla di politiche espansive. Dobbiamo tenerlo basso, intorno al 2%, anche senza nuove iniziative, però, per scongiurare definitivamente l’aumento dell’Iva, il governo dovrà trovare tra i 10 e i 15 miliardi per il prossimo anno, perché pesano e continueranno a pesare alcune decisioni del precedente governo, come quota 100“.

Cottarelli chiosa: “Qual è la virtù del nostro Paese? Siamo bravissimi in condizioni di emergenza. Quello che per noi è difficile è mantenere l’impegno, una volta che è passato il pericolo. Però siamo i più bravi a reagire nei momenti di crisi”

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