La Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio del medico Giorgio Galanti, ex direttore di medicina sportiva dell’ospedale fiorentino di Careggi, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Davide Astori, ex capitano della Fiorentina. L’accusa è di omicidio colposo: secondo la Procura il calciatore morì per la mancata diagnosi di una patologia cardiaca che avrebbe richiesto lo stop dell’attività agonistica. Fu il dottor Galanti, nel luglio 2017, a certificare l’idoneità sportiva del calciatore. Nessuna richiesta di rinvio a giudizio per l’altro medico indagato, Francesco Stagno, che rilasciò l’idoneità nel 2014, quando Astori era giocatore del Cagliari, con il pm Antonio Nastasi che dovrebbe richiedere l’archiviazione. L’udienza preliminare si terrà il prossimo 22 ottobre davanti al giudice del Tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti.

Galanti, difeso dall’avvocato Sigfrido Fenyes è indagato anche nell’ambito dell’inchiesta bis sulla morte del calciatore perché avrebbe falsificato il certificato medico relativo allo strain, l’esame necessario per accertare l’idoneità all’attività agonistica. Secondo l’accusa, Astori non sarebbe mai stato sottoposto a un simile accertamento. Da una nuova perquisizione al Careggi era emerso infatti un certificato pre-datato. In questo secondo filone sono indagati Loira Toncelli, medico dello stesso centro specialistico di Medicina sportiva di Careggi e l’attuale direttore della medicina sportiva di Careggi, Pietro Amedeo Modesti.

Davide Astori venne trovato senza vita la mattina del 4 marzo 2018, nella sua camera d’albergo a Udine, dove era in ritiro con la squadra. All’inizio si sospettò un caso di bradicardia, cioè un rallentamento del cuore, poi si capì che la causa della morte fu tachiaritmia, cioè per una improvvisa accelerazione del cuore. A giugno 2018 la Procura friulana aprì l’inchiesta per omicidio colposo.

Per la Procura, la morte fu causata dalla mancata diagnosi di una patologia cardiaca che era tale da impedirgli la carriera di calciatore. Secondo il pm, la diagnosi non fu fatta perché mancavano esami che avrebbero potuto rivelare l’insorgere della patologia.

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