Agosto 1934: il pubblico della Mostra del Cinema di Venezia si è radunato per un film girato da un regista cecoslovacco, solleticato dallo scandalo. Pare sia sensuale al limite della pornografia, che sia stato censurato in Germania, ma che sia arrivato al Lido con la sponsorizzazione eccellente di Benito Mussolini. La pellicola è Estasi, in cui l’attrice Hedy Lamarr, nuotando nel fiume, mostra il primo nudo integrale della storia del cinema. Seduto tra il pubblico un giovane Michelangelo Antonioni annotava sul suo taccuino: “Nel giardino dell’Excelsior si udiva un brivido correre per la platea”. Lo scandaloso film di Gustav Machatý, che tanto fece sospirare gli spettatori 85 anni fa, torna in laguna come film di pre-apertura del Festival di Venezia 2019, in una nuova versione restaurata.

All’epoca Hedy Lamarr era ancora Hedy Kiesler, diciannovenne austriaca agli esordi come attrice: cambierà nome molti anni dopo, quando scapperà ad Hollywood, per dissimulare le sue origini. Ma Hedy Lamarr non fu solo “la donna più bella del mondo”: brillante studentessa di Ingegneria, durante la seconda guerra mondiale depositò il brevetto di un sistema di guida a distanza per siluri. Snobbato all’epoca – l’idea di una donna, per di più un’attrice – quel sistema è oggi alla base della tecnologia di trasmissione di segnale spread spectrum, usata anche nelle reti wireless. Il merito le venne riconosciuto solo decenni dopo: in vita tutti la conobbero solo per il volto d’angelo e la sensualità prorompente. Estasi, il film che la consacrò nell’immaginario collettivo, nella trama non ha nulla di speciale: la giovane Eva sposa Emile, molto più grande di lei, per giunta impotente. Se non che, a un certo punto, Eva incrocia lo sguardo di un altro uomo, Adam e – galeotta fu una nuotata al fiume – scoppia la passione. La differenza la fece la sensualità di Hedy Kiesler, capace di interpretare una donna a suo agio con la sessualità (famoso l’amplesso suggerito dai primi piani dei due amanti) senza mostrare troppi rimorsi nel finale. Scandalo nello scandalo: un’adultera che la fa franca? Censurare, censurare subito. Il polverone suscitato dal film fu tale che il marito dell’attrice, il mercante d’armi Fritz Mandl, provò a comprare tutte le copie circolanti del film, pur di toglierlo dalla circolazione. Inutilmente: perfino Goebbels ne teneva una copia in cassaforte, in versione integrale, nonostante il Führer avesse imposto pesanti tagli al film.

A casa di Mendl, Hedy conobbe Benito Mussolini, amico del marito: fu con la sua benedizione che Estasi, nell’agosto 1934, arrivò al festival del cinema di Venezia. Tra gli spettatori c’era un giovane Michelangelo Antonioni, in veste di critico cinematografico, che scrisse: “Nel giardino dell’Excelsior, quella sera, si udiva il respiro degli spettatori attentissimi, si udiva un brivido correre per la platea”. E infatti, a furor di pubblico, Estasi fu giudicato il miglior film straniero e Gustav Machatý il miglior regista. Il 27 agosto, prima del via ufficiale della 76 edizione del Festival, la pellicola torna in laguna, con una proiezione alla Sala Darsena per presentare il restauro digitale del film in 4K.

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