Per 17 anni ha lavorato come dipendente di una catena di supermercati poi è stato licenziato perché, nel tentativo di bloccare un ladro, si è allontanato dal suo posto in cassa, lasciandola incustodita. Il suo comportamento era stato definito come “irragionevole” dall’azienda che ha respinto la sua richiesta di reintegro. Questa decisione lo ha fatto entrare in depressione, tanto da spingerlo a suicidarsi, lasciando moglie e tre figli. È quanto successo in Gran Bretagna a Shaun Winstanley, 49 anni: aveva dedicato tutta la sua vita a lavorare nella catena di supermercati Tesco, tanto da aggiudicarsi diversi riconoscimenti da parte dell’azienda che lo aveva nominato anche “lavoratore dell’anno“. Per questo quel licenziamento gli era sembrato ancora più ingiusto. Ora la sua vicenda è al centro di un’inchiesta della polizia.

Tutto è iniziato nel 2018, quando ha visto un uomo armato che cercava di rubare nel supermercato di Blackpool dove lavorava: non ci ha pensato due volte a lasciare il suo posto alla cassa per inseguirlo. Tesco però non ha ritenuto accettabile il fatto che l’uomo avesse messo in pericolo la sua vita e quella degli altri clienti, lasciando oltretutto incustodita la cassa, per inseguire il malvivente e così lo ha licenziato. Winstanley fece appello al direttore del supermercato contro quella decisione, ma il 6 febbraio di quest’anno la sua richiesta è stata definitivamente respinta. Una settimana dopo l’uomo si è tolto la vita.

A dare l’allarme è stato un suo amico che non riusciva a mettersi in contatto con lui da due giorni: si è presentato a casa sua, ma nessuno gli ha aperto, nonostante dalle finestre si vedessero le luci interne accese. Quando poi ha sentito il cane abbaiare senza sosta ha deciso di chiamare la polizia, che ha fatto irruzione nell’abitazione. “Ho attraversato il corridoio e nel salotto ho visto il signor Winstanley sul pavimento vicino al divano“, ha raccontato il detective Carl Harris nella prima udienza del processo intentato dalla famiglia contro Tesco tenutasi due giorni fa, come riferisce il Mirror. “Era a faccia in giù, completamente vestito. Non c’erano segni di infrazione e lesioni sul corpo. Sul tavolo da pranzo c’era una grande somma di denaro. Aveva messo a posto tutto prima di soffocarsi. Sembra che avesse già una fragile salute mentale e questi eventi hanno causato un deterioramento fatale”.

Per diciassette anni ha lavorato per loro e quando ne aveva più bisogno lo hanno deluso – ha detto la figlia Siobhan Winstanley, 28 anni – Non gli hanno offerto niente. Dopo 17 anni, lo hanno mandato via senza nemmeno un ‘ciao’. Sono arrabbiata con Tesco. Nostro padre adesso è in un’urna nel nostro salotto. Mi siedo lì ogni mattina con il mio caffè e lo guardo e mi chiedo se le cose potevano andare diversamente. Li porto in tribunale, ma tutto ciò che potrebbero darmi non sarebbe abbastanza. Sarebbero soldi macchiati di sangue. Non voglio soldi. Rivoglio mio padre”.

Da parte sua Tesco ha dichiarato tramite un portavoce: “Il benessere e la sicurezza dei nostri colleghi è di massima importanza per noi e siamo estremamente tristi nel sapere della morte di Winstanley. Purtroppo non possiamo dire nulla sulle vite private dei nostri colleghi”.

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