Un’opera sul calcio, un teatro più aperto e contemporaneo, finali ‘interattivi’ da lasciare alla scelta del pubblico: così Sebastian Schwarz, il nuovo sovrintendente del Teatro Regio di Torino, immagina il futuro dell’opera lirica. “Il compito di un ente lirico è quello di portare avanti il ricco patrimonio di 420 anni di storia nell’epoca di Netflix e degli smartphone”, ha detto nella conferenza stampa di presentazione, alla presenza del sindaco Chiara Appendino. “Per farlo dobbiamo interpretare l’estetica contemporanea”.

Schwarz – tedesco, classe 1974 – è stato scelto per succedere a William Graziosi lo scorso 19 luglio. Plurilaureato e poliglotta, si presenta in conferenza stampa con una giacca blu elettrico, occhiali en pendant e un magnifico italiano. Ma soprattutto, con le idee chiare: un teatro dinamico e concentrato sul presente, attento ai gusti del pubblico. Innanzitutto, c’è l’affanno economico da superare: Schwarz parla di “debiti per 20 milioni“. Perciò per prima cosa bisogna “riconquistare la fiducia degli artisti – molti di loro aspettano la retribuzione da un anno e mezzo – e dei fornitori, senza di loro non c’è teatro”. Ma nemmeno senza pubblico: non solo quello dei melomani, ma soprattutto quello che al belcanto preferisce le serie tv. “Bisogna trovare le storie di oggi, portare a teatro persone che non ci verrebbero mai: stavo pensando ad una storia ambientata nel mondo del calcio, in parallelo con i mondiali del 2022”. Il sovrintende ha spiegato che sta già lavorando con la English National Opera e Sky Uk, e sta vagliando vari compositori: “Per ora è solo un’idea, ma riconosco le passioni che il calcio provoca, e quello mi interessa: voglio che anche il compositore sia incendiato da questo”.

Non si tratta solo di attirare nuovo pubblico, ma anche di adattare un genere alla contemporaneità: “Nella lirica parliamo di cose avvenute, o inventate, più di cento anni fa. Andrea Chénier, per esempio, ci racconta le giornate della rivoluzione francese, ma cosa sapranno di noi tra 150 anni? Come vivevano nel 2019?” Rispondendo poi alle domande dei giornalisti, Schwarz ipotizza un doppio finale interattivo, un po’ come aveva provato a fare Black Mirror, la serie di Netflix. “Si potrebbero proporre due finali diversi e chiedere al pubblico quale preferisce vedere. Morte o vita?”. Tutto questo da decidere durante l’intervallo, come nel più classico televoto televisivo. Niente telecomando, più semplicemente con il pollice in su o in giù, “un gesto internazionale”, che fa un po’ imperatore romano, un po’ like su Facebook. Non è chiaro se il pollice in su significherebbe la vita o la morte per Carmen, o Violetta, ma sono dettagli. “Poi se vogliono vedere l’altra versione possono tornare a teatro, magari con un biglietto scontato”.

Ci sono poi le iniziative con le scuole, con le quali bisogna riavviare una “buona collaborazione”. Soprattutto aiutare a formare gli insegnanti “per trasmettere questa passione ai bambini” Infine, suggerisce, via la cancellata, opera dello scultore Umberto Mastroianni: “Voglio aprire le porte, letteralmente, quell’angolo della piazza non deve rimanere un angolo morto”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Trovata la grotta descritta nell’Odissea: “Una cavità impressionante che squarcia la falesia come un enorme fulmine pietrificato”

prev
Articolo Successivo

Premio Caccuri 2019, da Carlo Cottarelli a Enrico Letta: ecco i finalisti del concorso letterario

next