“Se il ministro ha in mente un sistema in cui il giudice decide secondo le aspettative della maggioranza questo è fuori dal sistema costituzionale”. Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Poniz, ha parlato così ai microfoni di Radio Anch’io, su Radio1, a proposito della riforma della giustizia evocata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in seguito alle sentenze e ai provvedimenti che hanno riguardato la nave della ong Sea Watch. “Questa non è una riforma – ha aggiunto il magistrato – ma uno stravolgimento dei principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale“, una riforma così “non può esistere”. 

Non è la prima volta che il vicepremier leghista e il presidente di Anm arrivano allo scontro verbale. Già mercoledì, dopo che il gip di Agrigento, Alessandra Vella, ha deciso di non confermare l’arresto per Carola Rackete, il capitano della Sea Watch 3 che con una manovra improvvisa ha superato il blocco davanti al porto di Lampedusa ed è riuscita ad attraccare permettendo lo sbarco dei 40 migranti rimasti a bordo della nave della ong tedesca, i due erano stati protagonisti di un botta e risposta. “Mi vergogno di chi permette che in questo Paese arrivi il primo delinquente dall’estero e disobbedisca alle leggi mettendo a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro”, aveva detto il leader della Lega. In difesa di Vella era intervenuto proprio Poniz: “Nessuno ci ha mai intimidito. Non le pallottole, non il tritolo, non le oscene manifestazioni della politica sulle scalinate di questo tribunale”, aveva dichiarato.

Oggi, il magistrato chiede al leader del Carroccio di non limitarsi a lanciare accuse e sferrare attacchi quando le decisioni della magistratura non sono in linea con le sue idee, ma di argomentare: “Salvini ha tutti i titoli per poter criticare una decisione della magistratura – ha aggiunto – Ma deve spiegare perché è sbagliata e ancora non abbiamo sentito una sola valutazione sul perché quella decisione sia sbagliata”.

Non ho nemici, solo alleati per la difesa della legalità, della sicurezza e del benessere del mio Paese. E attentare alla vita di militari italiani non è qualcosa che può rimanere impunito”, ha risposto in mattinata il vicepremier.

Il presidente di Anm ritiene “stravagante” che “sino a qualche giorno fa il magistrato politicizzato era il procuratore di Agrigento e ora il nemico sia diventato il giudice”. Quando il procuratore Luigi Patronaggio, spiega, ha presentato la richiesta di convalida di arresto della capitana della Sea Watch “e ha fatto la cosa giusta, secondo la stessa politica che prima lo attaccava, è diventato un magistrato che non fa politica, ma diritto”, ha fatto notare Poniz.

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