“Oggi c’è stato un piccolo passo avanti. Per la prima volta, l’azienda ha accettato di discutere la nostra proposta, non escludendo che la soluzione della vertenza possa anche essere trovata senza la vendita dello stabilimento. Quindi, accetta di discutere sul fatto che si resti a Napoli come Whirlpool per fare le lavatrici.Perché dismettere da Napoli significherebbe un disimpegno dall’Italia intera“. Così Barbara Tibaldi, della segretaria nazionale delle Fiom, dopo il terzo incontro del tavolo al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Whirlpool di Napoli, alla presenza del ministro Di Maio, della delegazione aziendale guidata dal presidente di Whirlpool Emea, Morel, delle istituzioni locali, delle organizzazioni sindacali nazionali, territoriali e dei delegati di fabbrica. In presidio davanti alla sede del ministero circa trecento lavoratori dello stabilimento. E non è mancato qualche attimo di tensione al termine del tavolo, all’uscita dei dirigenti, con urla e cori dei lavoratori contro i dirigenti dell’azienda. Nessun commento sulla vertenza e sulle trattative in corso da parte del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, salito in macchina al termine del tavolo senza rispondere alle domande dei cronisti.

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