Un incontro interlocutorio ma “positivo”, come ha dichiarato l’azienda, quello che si è tenuto nella mattinata di martedì tra il presidente di Whirlpool Emea, Gilles Morel, l’ad dell’azienda, Luigi La Morgia, e il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, per scongiurare la chiusura dello stabilimento campano e salvaguardare i posti di lavoro dei suoi 430 operai. Un incontro dopo il quale la multinazionale ha confermato che non chiuderà il sito di Napoli e che ha preceduto quello ufficiale, sempre al Mise, tra il ministero e i sindacati di Fim, Fiom e Uilm. “Nessuna chiusura, nessun disimpegno e la piena occupazione dei lavoratori coinvolti in questa vicenda. Sono questi i capisaldi che abbiamo ottenuto e sui quali possiamo ricostruire”, ha dichiarato poi il vicepremier Cinque Stelle con una nota.

“Oggi abbiamo avuto delle conferme importanti che fanno segnare uno step decisivo per la situazione del sito di Napoli”, ha esordito Di Maio dopo il doppio incontro con vertici aziendali, prima, e sindacati, poi. “Era fondamentale averle direttamente dalle figure apicali della multinazionale con cui, da oggi in avanti, seguirà un dialogo che coinvolga tutte le parti sociali per garantire un futuro certo ai lavoratori”. Il tavolo di oggi “sancisce l’apertura del tavolo negoziale, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa che garantisca i livelli occupazionali e la continuità industriale”, concludono dal Mise. 

“Si è trattato di un incontro positivo. Abbiamo ribadito la strategicità dell’Italia e il fatto che investiremo 250 milioni di euro. Confermiamo che non chiuderemo il sito di Napoli e che garantiremo l’occupazione. Ora, grazie anche all’aiuto del ministro Di Maio, ci muoveremo su un tavolo di discussione di merito per analizzare le diverse soluzioni possibili con il supporto delle parti e delle istituzioni”, ha dichiarato La Morgia. Presto, continua il rappresentante dell’azienda, potrebbe esserci un nuovo incontro ufficiale. Non c’è ancora una data, ma avverrà prima dell’estate, fanno sapere dall’azienda: “Noi siamo pronti anche domani”.

Da parte del vicepremier Di Maio, incitato sotto la sede del ministero da una delegazione di lavoratori giunti a Roma da Napoli per manifestare contro l’azienda e chiedere al capo politico Cinque Stelle di “non mollare” e garantire “dignità” agli operai della multinazionale, “è arrivata una grandissima apertura per valutare tutte le possibilità che noi e lui possiamo mettere a disposizione anche se non siamo ancora entrati nel merito”, prosegue La Morgia. “Sul tavolo sono state messe una serie di opzioni dalle parti sindacali – spiega il dirigente – e il ministro ha dato disponibilità a discutere nei dettagli”.

Gilles Morel ha aggiunto che il gruppo “è a un momento di svolta“, ecco perché “la nostra competitività industriale è fondamentale. L’Italia è e rimarrà un Paese strategico, sia dal punto di vista industriale che commerciale e, per questo motivo, negli ultimi anni abbiamo investito circa 600 milioni di euro e ci siamo impegnati a continuare a investire 250 milioni di euro in linea con il nostro Piano Industriale 2019-2021″. Inoltre, ricorda ancora Morel, l’azienda ha riconfermato oggi anche le linee guida strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso ottobre e il previsto trasferimento della produzione di lavatrici e lavasciuga da incasso dalla Polonia a Comunanza“, grazie al quale il sito beneficerà di un incremento dei volumi che porterà la produzione totale a oltre 800 mila unità. Confermati inoltre i piani industriali previsti anche per i siti di Cassinetta di Biandronno, Melano e Siena.

Sul futuro dello stabilimento napoletano è intervenuto anche il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco: “Ora occorre elaborare con il ministero dello Sviluppo economico una proposta che renda sostenibile la produzione di lavatrici a Napoli. Apriremo un tavolo di merito che provi a convincere Whirlpool, dato che finalmente la Direzione aziendale si è detta pronta a ragionare di ogni soluzione senza pregiudiziali. Oggi l’azienda ha illustrato la situazione di generale difficoltà che sta attraversando in Europa e la situazione specifica di deterioramento del settore del lavaggio, determinato dalla contrazione del segmento dell’alto di gamma in Europa e dal calo delle esportazioni oltreoceano”. Il sindacalista ha poi concluso dicendo che “a detta della direzione aziendale, il 2018 si è chiuso in Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) con un Ebit negativo per 106 milioni di euro. Ora dobbiamo entrare nel merito per cercare di elaborare insieme al ministero una proposta per rendere sostenibile la produzione a Napoli e verificare quindi in concreto la disponibilità aziendale a non disimpegnarsi. Abbiamo già avanzato idee durante lo scorso incontro e ora speriamo di strutturarle insieme al Mise. L’obiettivo è salvaguardare Napoli e più in generale la presenza di Whirlpool in Italia”.

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