“Il governo va avanti, noi non tradiamo la parola data ai cittadini. Siamo leali e dobbiamo completare punto dopo punto tutto il contratto di governo”. Luigi Di Maio ha visto i ministri M5s a Palazzo Chigi e parlato dell’agenda di governo su cui intende puntare nelle prossime settimane. E soprattutto della strategia da tenere di fronte all’avanzare del Carroccio che, dopo la vittoria alle Europee, intende mettere mano su molti dei dossier sul tavolo. Tra le priorità esposte dal capo politico 5 stelle c’è il conflitto di interessi, poi il salario minimo e il taglio della pressione fiscale. “Ora il prossimo passo è il salario minimo“, ha detto parlando con i suoi. “Restituire dignità a circa 3 milioni di lavoratori sottopagati. È una legge presente in tanti Paesi europei e l’Italia non può restare a guardare”. Per quanto riguarda invece l’abbassamento delle tasse, ha commentato: “La Flat tax si farà e sarà rivolta al ceto medio. L’abbassamento delle tasse è indispensabile e vogliamo rilanciare la nostra economia. Quindi su questo punto avanti come un treno”.

In realtà la partita con la Lega è aperta. Stando alle ultime ricostruzioni, dal fronte di Matteo Salvini non si esclude di rimettere mano al decreto Dignità. Intenzioni subito respinte da Di Maio. “Il decreto Dignità non si tocca. Chi rivuole ampliare la portata dei contratti a termine, sottopagando i lavoratori e altro, può rivolgersi a Renzi. Il Jobs act è stata una delle peggiori legge mai fatta negli ultimi 20 anni”. Anche alla luce dei segnali arrivati dal Carroccio, Di Maio ha deciso di accelerare su salario minimo e ha convocato una riunione con Nunzia Catalfo (prima firmatrice della proposta di legge), la viceministro dell’Economia, Laura Castelli e alcuni tecnici, per le ore 16.30, a Palazzo Chigi.

L’incontro della mattina e quelli in programma in giornata sono stati anche il momento per ricompattare la squadra 5 stelle. Come evidenziato poi in una nota dal deputato Francesco Silvestri, “il Movimento 5 stelle, come indicato da Luigi Di Maio, deve in questa fase concentrarsi su alcuni pilastri che orientano la sua azione politica e rappresentano le direttrici sulle quali si deve muovere il governo: il conflitto di interessi è un tema da portare al più presto in Parlamento. Intano andiamo avanti per l’introduzione del salario minimo e il taglio delle tasse”. E ancora: “Siamo determinati a realizzare quanto prima questi obiettivi. Per il salario minimo, ad esempio, procede spedito l’iter al Senato, dopo il ritiro degli emendamenti da parte della Lega. Potremo presto assicurare ai lavoratori italiani paghe dignitose che possano mettere un argine allo sfruttamento”, ha concluso Silvestri.

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