“Porre immediatamente termine alla propria autosospensione e a riprendere senza indugio le attività consiliari”. È l’invito che la sezione di Magistratura Indipendente della Cassazione rivolge ai consiglieri della corrente Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, ai quali esprime ” piena fiducia” e “totale solidarietà” per la “faziosa campagna di stampa che continua a vederli associati, impropriamente, a vicende penali ipotizzate esclusivamente a carico di altri soggetti”. Devono tornare al Csm – afferma un documento approvato all’unanimità, in vista dell’assemblea convocata per sabato prossimo dell’associazione considerata da sempre la corrente di destra delle toghe  – per “eliminare il gravissimo vulnus alla rappresentatività dell’organo di governo autonomo della magistratura, derivante dall’operatività dello stesso a ranghi ridotti e, soprattutto, in composizione non rispondente agli orientamenti espressi dagli appartenenti all’ordine giudiziario nelle elezioni del luglio 2018“.

Le autosospensioni nel giorno del Plenum
Il 4 giugno scorso l’assemblea di Palazzo dei marescialli si era aperta con le autosospesioni di quattro consiglieri togati: Lepre e Cartoni, non indagati, ma che avrebbero partecipato con Luca Palamara a incontri con l’ex sottosegretario Luca Lotti e Cosimo Ferri (magistrato in aspettativa, già leader di Mi e oggi deputato del Pd) in cui si discuteva della nomina del procuratore di Roma. Morlini e Criscuoli avevano invece fatto un passo indietro poco prima dell’inizio della riunione. Criscuoli non era citato nelle carte dell’inchiesta di Perugia in cui è indagato l’ex presidente dell’Anm ed ex consigliere del Csm Palamara e i magistrati Stefano Fava e Luigi Spina

“Calunnia il parallelismo con la loggia P2”
La Sezione di Mi invita inoltre la dirigenza nazionale del gruppo ad “assumere ogni opportuna iniziativa” per sostenere i Consiglieri e tutelare “l’ onorabilità di Magistratura Indipendente, e di tutti i suoi appartenenti, e, in particolare, per respingere, con sdegno, ogni tentativo – in qualunque sede assunta – di stabilire una correlazione, anche indiretta, con la loggia massonica P2” . Una difesa a tutto campo in cui si denuncia ” la calunniosità del parallelismo tra le attività di una libera aggregazione di magistrati e quella di un’associazione segreta, impegnata in un piano criminale di eversione dell’ordine democratico”. Tra gli elementi emersi nell’indagine della procura di Perugia. – in cui sono indagati Palamara, Fava e Spina – le manovre per la nomina del nuovo procuratore capo di Roma e il tentativo di screditare l’aggiunto Paolo Ielo.  

La critica al presidente dell’Anm Pasquale Grasso
Ma non solo la sezione di Magistratura Indipendente della suprema corte critica il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Pasquale Grasso (che fa parte della loro stessa corrente) e i propri rappresentanti al Comitato Direttivo Centrale, che mercoledì scorso hanno invitato a sospendersi i consiglieri del Csm coinvolti nella vicenda degli incontri sulla procura di Roma. In un documento approvato all’unanimità li invitano a proporre “rinnovati, e più ponderati, deliberati associativi, in luogo di quelli sinora adottati”, insomma ad una marcia indietro, “anche alla luce della orgogliosa rivendicazione della legittimità della propria condotta” da parte dei consiglieri di Mi al Csm Cartoni, Criscuoli e Lepre.  

Ermini e le dimissioni dei consiglieri: “Responsabilità”
Sulla richiesta di dimissioni avanzata dall’Anm nei confronti dei togati autosospesi, il vicepresidente del Csm, David Ermini, in una intervista osserva al Corriere della Sera: “Questo è un punto che va chiarito e definito in tempi brevissimi, con senso di responsabilità da parte di tutti oltre che nel rispetto delle garanzie per le persone coinvolte”. Alla domanda se la sua nomina fu frutto di un patto? “Mi sono dimesso dal Pd ancor prima della nomina a vicepresidente – risponde -, il giorno stesso in cui sono entrato in questo palazzo. Da allora ho tenuto lo stesso atteggiamento nei confronti di tutti, senza guardare a chi mi ha votato e chi no. E sono grato a quei consiglieri che, pur non avendomi votato, hanno riconosciuto la mia correttezza, nel plenum dell’altro giorno” e “se qualcuno pensava di poter influenzare la mia azione da vicepresidente s’è sbagliato. L’unica guida che riconosco è quella del capo dello Stato, nell’interesse dell’istituzione, senza alcun tipo di condizionamento”. 

Il presidente del Consiglio di Stato: “Un giudice non può frequentare chiunque”
“Un giudice all’altezza dei tempi deve saper accettare, proprio in ossequio a un’etica pubblica collegata alla funzione, alcune limitazioni anche alla propria sfera di libertà“. È anche il richiamo del presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, all’apertura del primo Congresso Nazionale della Giustizia Amministrativa Italiana. Il giudice “non può avere un proprio pensiero che non sia in linea con i valori fondamentali posti alla base della Costituzione su cui ha giurato”, ha elencato il presidente del Consiglio di Stato, “non può liberamente manifestare il proprio pensiero, se questo pensiero sia riferibile alla propria attività giudiziaria o se possa essere letto, o anche strumentalizzato, in modo che ne risulti appannata la sua terzietà”; “non può frequentare abitualmente chiunque, tutte le volte in cui queste frequentazioni possano ripercuotersi negativamente sulla sua attività giudiziaria o possano dare oggettivamente la sensazione che un appannamento della terzietà possa verificarsi”. “Occorre, in altri termini – aggiunge – resistere alla tentazione di fare delle uscite pubbliche istituzionali dei magistrati l’occasione per esprimere visioni del mondo, opinabili soggettive e di carattere politico, che trasmodino dall’analisi puntuale dei problemi dell’organizzazione giudiziaria e del processo” o “che si discostino dai valori giuridici positivi di riferimento propri doverosamente di ciascun giudice”.  

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