Ricopro una carica che rispetta la Costituzione. La Costituzione è antifascista, quindi sono antifascista“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara, su Radio 24, da Roberto Canali, neo-sindaco di Predappio (Forlì), candidato di ‘Uniti per Predappio’, lista civica di centrodestra sostenuta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Canali, primo sindaco di centrodestra nel paese natale di Benito Mussolini dopo 70 anni di amministrazione targata centrosinistra, è balzato agli onori delle cronache per aver dichiarato: “A Predappio sono tutti benvenuti se si comportano con educazione e rispetto. Sarebbe veramente una cosa auspicabile e apprezzata se la gente in visita alla nostra comunità venisse vestita ‘in borghese’ lasciando perdere camicie nere, gagliardetti e simboli“.

E ribadisce il suo messaggio a La Zanzara: ” Venire a visitare la tomba di Mussolini è legittimo, però mi piacerebbe che la gente venisse vestita come veste a casa propria. Essendo un cimitero, penso sia più rispettoso. Io ho il massimo rispetto per le persone che vengono a Predappio, ma ci sono delle leggi che in Italia vanno rispettate: a Predappio non facciamo Repubblica a sé stante. Non vedo perché le persone che tutto l’anno sono vestite in borghese nelle tre date fatidiche non debbano venire qui con gli stessi vestiti”.

Canali puntualizza: “Chi viene a Predappio con una camicia nera o con un fez non porta rispetto alle persone che la pensano diversamente. Il saluto romano? Non è questione di Predappio. Ci sono delle leggi e c’è la Costituzione, quindi il saluto romano va punito. Anche i negozi che vendono materiale del Duce e del Ventennio dovrebbero evitare di esporre in vetrina i cimeli e venderli solo all’interno, proprio per non urtare la sensibilità degli altri”.

Riguardo alla figura di Benito Mussolini, il primo cittadino osserva: “Credo che in Italia abbia fatto delle cose buone. Predappio, per esempio è una cosa buona. Poi le bonifiche, l’edilizia, la stessa Inps che ci portiamo dietro dai suoi tempi e altre cose. Tuttavia penso che chi porta il suo Paese in guerra senza esserne costretto non può essere considerato un buon governante e un buon statista

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