Madina è una giovane cecena che indossa una cintura imbottita di esplosivo. Una donna che ha subito violenza, una kamikaze che si sente costretta a esserlo. Sceglierà di non uccidere. Il suo è un atto che scuote dal torpore, innesca reazioni, sentimenti contrastanti, speranza di cambiamento. Il tema del terrorismo entra a far parte della nuova stagione di ballo del Teatro alla Scala di Milano, con un progetto inedito di grande impatto. Su libretto di Emmanuelle de Villepin tratto dal romanzo “La ragazza che non voleva morire”, per le coreografie di Mauro Bigonzetti e composizione musicale di Fabio Vacchi, “Madina”, affronta un tema raramente declinato nel balletto.

“Un lavoro di danza e di teatro dove coesistono canto, musica, corpo e parola, con la voce recitante di Filippo Timi, per una sintesi delle forme tradizionali e contemporanee dei tanti generi del teatro musicale”, spiega il direttore del corpo di ballo Frédéric Olivieri. “Ogni anno – sottolinea il sovrintendente e direttore artistico Alexander Pereira – desideriamo aggiungere un titolo contemporaneo. Perché il teatro deve aprirsi a nuove idee e non soltanto portare avanti la tradizione”.  La nuova creazione, commissionata da Teatro alla Scala e Siae e in scena fra marzo e aprile del prossimo anno, è una sfida anche per l’étoile Roberto Bolle, protagonista in diverse recite. Ma la stagione 2019-2020 si snoda anche su ingressi in repertorio di lavori mai rappresentati prima dal balletto scaligero e dal ritorno di titoli storici.

L’apertura, a dicembre, prosegue il filone del recupero del repertorio ottocentesco a cui si dà però rinnovata vitalità. Si tratta di “Sylvia”, il balletto su musica di Léo Delibes nella recentissima versione di Manuel Legris creata per lo Staatsballet di Vienna di cui è direttore, in scena fra dicembre e gennaio. Prosegue tra gennaio e febbraio anche il ciclo di balletti su musica da camera, che celebra due maestri del Novecento, Hans van Manen e Roland Petit, rispettivamente con “Adagio Hammerklavier”, “Sarcasmen” e “Kammerballett” e con il duetto maschile da “Proust” a cui si aggiunge il nuovamente il capolavoro esistenzialista “Le Jeune homme et la Mort”.  “Romeo e Giulietta” di Kenneth MacMillan invece torna in scena dopo quattro anni (tra aprile e maggio) e così, dopo sei anni, anche il “Lago dei Cigni” di Rudolf Nureyev (tra giugno e luglio) con le sue preziosi variazioni create per il principe, romantico e malinconico più che eroico. In un allestimento di Margherita Palli.

Ritorno anche per l’étoile Svetlana Zakharova, in coppia con Roberto Bolle nel balletto narrativo “La Dame aux camélias” di John Neumeier, tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio. Infine, a ottobre, lo “Schiaccianoci” di George Balanchine, che porta in scena, fra realtà e fantasia, anche i più piccoli allievi scaligeri. A proposito di scuola di ballo, nell’anno delle celebrazioni dei 250 anni dalla nascita di Beethoven, sarà presentato in prima assoluta “Prometeo” del coreografo Heinz Spoerli, nuova coreografia su “Die Geschöpfe des Prometheus”, unico balletto scritto dal compositore tedesco. Un programma che si aprirà sulle note di Mozart, nella “Présentation” che vedrà sul palcoscenico scaligero tutti gli allievi della Scuola.

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