Il governo può andare avanti “ma basta con l’estremismo di destra e comportamenti da casta“. Il vicepremier Luigi Di Maio intervistato dal Corriere della Sera si rivolge direttamente alla Lega e al suo leader Matteo Salvini, dopo l’escalation di tensioni e scontri all’interno dell’esecutivo gialloverde, cominciati con il caso Siri e proseguiti lungo la campagna elettorale verso le Europee. Liti interne che mercoledì hanno avuto come effetto l’aumento dello spread, a cui Di Maio risponde dicendosi “preoccupato” per altro, come i “salari bassi nel nostro Paese”. Ma aggiunge anche che “il M5s con il suo 32% non permetterà mai una legge di bilancio che aumenterà il debito pubblico“.

“Per quanto mi riguarda questo governo andrà avanti per altri 4 anni“, esordisce il leader del M5s nella sua intervista, rispondendo a una domanda sulle difficoltà di comunicazione tra i due alleati e la recente frase di Giancarlo Giorgetti: “Se la litigiosità continua anche dopo il voto, non si va avanti”. Di Maio torna sulla vicenda legata ad Armando Siri, l’ormai ex sottosegretario allontanato dal governo e indagato per corruzione: “Salvini non si inventi gli insulti, noi semplicemente abbiamo tenuto il punto. Sarebbe una follia fermare questo governo per fatti di corruzione“, sottolinea Di Maio.

Un chiarimento tra i due vicepremier al momento pare non essere in agenda, almeno fino alle urne del 26 maggio. “Ho fatto più volte appelli alla Lega. Appelli pubblici. Gli ho chiesto di sederci attorno a un tavolo per discutere di salario minimo e Flat tax per ceto medio. Noi ci siamo, stiamo lavorando per i cittadini”, rivendica Di Maio. Che però al Carroccio pone due paletti: stop a “estremismo” e “casta” perché altrimenti “questi comportamenti noi li denunceremo anche dopo le Europee”. “Salvini si inventa i no per fini elettorali – continua il vicepremier – Sono tutti sì. Assolutamente sì alla Flat tax, aspettiamo il testo. Abbiamo solo fatto una premessa: che aiuti ceto medio e famiglie“. “Per la questione migranti – aggiunge – aspetto di capire da Salvini come intende risolvere la questione degli irregolari in Italia e quindi dei rimpatri“.

Sull’aumento dello spread, “io sono preoccupato per i salari bassi nel nostro Paese. Devono salire gli stipendi degli italiani, anche per questo stiamo lavorando a una legge sul salario minimo che prevede un paga minima di 9 euro lordi l’ora”, afferma Di Maio. “Poi dico anche che il M5S con il suo 32% non permetterà mai una legge di bilancio che aumenterà il debito pubblico”. Quanto alla difficoltà, ammessa dal premier Giuseppe Conte, di scongiurare l’aumento dell’Iva, “Conte ha ribadito che l’Iva non aumenterà. Siccome i fatti dimostrano che manteniamo le promesse, posso assicurare che questo governo non farà mai aumentare l’Iva”, sottolinea Di Maio. La conclusione è sul tema delle alleanze con le liste civiche alle Amministrative: “Ci stiamo lavorando ma le cose vanno fatte bene”, conclude Di Maio.

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