Tempi per il divorzio più brevi, assegni “a scadenza” e con criteri più stringenti, e niente mantenimento se si inizia una nuova convivenza. Sono le novità contenute nella proposta di legge 506, “Modifiche all’articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell’unione civile”, approvata martedì 14 maggio alla Camera con 386 sì, 19 astenuti e nessun voto contrario. Il provvedimento, che passa ora all’esame del Senato, è stato proposto dalla deputata Pd Alessia Morani e punta a rivedere la legge del 1970, considerata non al passo con i tempi. “L’obiettivo è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni – spiega il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone – arrivando a un intervento normativo che superi la ‘visione patrimonialistica del matrimonio‘ quale sistemazione definitiva. Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno in esame”. Il nuovo provvedimento, secondo quanto specificato dall’articolo 2, si applicherà anche ai provvedimenti in corso. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità più importanti.