L’apertura con un successo di Battiato e una sfilata di cantautori e band che rappresentano la “nuova musica popolare” dice Lodo Guenzi, la voce degli Stato Sociale conduttore per un giorno. Ma anche la presa di posizione di Ambra Angiolini contro la proposta di sgravio fiscale per ogni donna assunta, avanzata dalla Lega, e il lungo applauso in ricordo dei lavoratori che hanno perso la vita durante il loro turno. Il Concertone dal tardo pomeriggio se l’è dovuta vedere anche con uno scroscio che ha costretto la folla ad aprire gli ombrelli, ma non è mancata l’energia di tutti gli anni, sopra e sotto al palco.

Applausi e cori che scandivano “Stefano Stefano” per Ilaria Cucchi salita sul palco in serata. “È un’emozione indescrivibile essere qui e sentire il nome di Stefano mi fa capire che la mia battaglia non è stata inutile. Abbiamo aperto un varco”, ha detto la sorella del giovane morto all’ospedale Pertini nel 2009, una settimana dopo l’arresto. “I diritti umani non sono mai e per nessun motivo sacrificabili”, ha aggiunto Ilaria Cucchi. Successivamente è saluto sul palco anche Lodo Guenzi che ha letto un messaggio dei genitori di Federico Aldrovandi.

In piazza, tra gli altri, è arrivato anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Il concerto si è aperto sulle note di Centro di gravità permanente di Franco Battiato. “Omaggio a un artista che si è speso per questo palco e non solo”, grida Ambra che dopo le polemiche sul maglione griffato indossato l’anno scorso, stavolta sfoggia una maglia con impresse le sigle dei tre sindacati promotori dell’evento: Cgil, Cisl, Uil.

Un lungo applauso si è alzato da piazza San Giovanni a Roma quando Lodo Guenzi ha letto la lista dei morti sul lavoro nell’ultimo anno. “Vorremmo non leggerla più – ha aggiunto Ambra -. Il lavoro è un diritto, ma la vita lo è ancora di più. Vogliamo ricordare anche tutti i nomi dei senza nomi che si aggiungono a questa lista. E’ una grande vergogna, fa male a prescindere. Fosse anche solo uno il nome, sarebbe comunque il fallimento di tutti“.

E poi l’attacco di Ambra allo sgravio fiscale di 3mila euro per ogni donna assunta, previsto da un ddl di iniziativa parlamentare della Lega (elaborato insieme al sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon). “E’ una proposta”, ha detto Ambra, che retoricamente ha chiesto quanti “sgravi”, cioè quante donne, fossero presenti al concerto. La conclusione è stata “lo sgravio è mio e lo gestisco io”, che riecheggia il motto femminista “l’utero è mio e me lo gestisco io”.

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