Musica

Elisa: “Ho manifestato per la Flotilla, mi sono ritrovata di fronte ai poliziotti in tenuta antisommossa. Mi ha fatto molta impressione. De Gregori contro gli artisti che si espongono? Non riesco a stare in silenzio”

L'artista presenta l'evento "Soundtrack ’97-’27” dell'11 settembre 2027 a Campovolo

di Andrea Conti
Elisa: “Ho manifestato per la Flotilla, mi sono ritrovata di fronte ai poliziotti in tenuta antisommossa. Mi ha fatto molta impressione. De Gregori contro gli artisti che si espongono? Non riesco a stare in silenzio”

L’album “Pipes & Flowers” è uscito il 22 settembre 1997 e ha consegnato alla musica italiana una nuova protagonista, una cantautrice italiana dalla penna raffinata che cantava in perfetto inglese e con una visione del futuro dal punto di vista musicale innovativo. Elisa debuttava così, con la benedizione di Caterina Caselli, imponendosi con il suo talento. Per festeggiare trent’anni di musica, la cantautrice di Monfalcone ha annunciato il grande evento “Soundtrack ’97-’27”, in programma sabato 11 settembre 2027 alla RCF Arena di Campovolo. I cancelli si apriranno alle ore 9 per un’esperienza immersiva totale, pensata come una vera e propria “città temporanea” dedicata alla musica, alla creatività, al benessere e alla sostenibilità.

Perché Campovolo?
L’idea è nata dal desiderio di creare un evento unico. Più che una semplice celebrazione per un anniversario, volevamo una grande scusa per fare festa tutti insieme in un posto speciale, proponendo qualcosa di diverso dal solito. Negli ultimi anni, fortunatamente, molti artisti italiani hanno iniziato a suonare negli stadi, molto più rispetto al passato. Per differenziarci e dare vita a un appuntamento irripetibile, come un anniversario che capita una sola volta nella vita, abbiamo scelto questa strada.

Cosa ti ha colpito della location?
Questo spazio offre enormi potenzialità sotto molti punti di vista, sia per la sua unicità e per i servizi che offre, sia per l’aspetto legato alla sostenibilità. Essendo una struttura servita molto bene, permette di lavorare riducendo l’impatto sull’ambiente. Aveva davvero tutte le caratteristiche che cercavamo.

Ci saranno ospiti?
Data la natura celebrativa dell’evento, la presenza di ospiti ci sarà sicuramente, in linea con i miei precedenti anniversari. Ma, essendo il progetto ancora in una fase iniziale, non sono stati ancora definiti i contatti ufficiali con gli artisti e i colleghi, quindi preferirei al momento non fare nomi per correttezza ‘istituzionale’.

In scaletta ci saranno i brani del tuo nuovo album?
Certamente!

Cosa puoi anticiparci?
Si tratta di un concept album estremamente personale, incentrato sui temi del dolore, della ricostruzione e della rinascita. Sto realizzando un grande sogno nel cassetto: unire la musica all’espressione corporea e alla danza. Ho sempre ballato privatamente, ma alla mia età non ho più voglia di nascondermi. Sarà un progetto fortemente visivo, che si ispira a figure immense come Kate Bush e Pina Bausch. Ci stiamo lavorando intensamente con un team eccezionale.

Tra gli inediti oltre al singolo “Amore è” ci sarà anche “Fomo 2” che attacca i poteri forti e la società. Cosa ti ha colpito in particolare modo?
Anche se il testo non fa nomi specifici, il messaggio è molto esplicito. Parla del degrado sociale contemporaneo, di come la società e i ritmi frenetici ci stiano schiacciando, privandoci del nostro tempo. C’è un aspetto ancora più preoccupante, ormai comprovato a livello scientifico.

Quale?
I social media e i loro algoritmi stanno alterando profondamente i nostri processi cognitivi e il nostro modo di pensare, condizionandoci molto più di quanto siamo disposti ad ammettere. Si tratta di una deriva pericolosa che richiede una forte consapevolezza dello strumento che abbiamo davanti.

C’è una via d’uscita?
​Mi capita spesso di rileggere una celebre intervista in cui a David Bowie veniva chiesto un parere su Internet. Lui si mise a ridere e rispose: ‘Non è uno strumento, è il diavolo. Sono gli alieni’. Aveva intuito in anticipo la portata antropologica di questa rivoluzione. Recentemente, alla premiazione dei progetti sostenibili al Green Lab di Milano, ero seduta accanto allo scienziato Stefano Mancuso, che ha evidenziato un grande limite strutturale dell’intelligenza artificiale.

Cosa in particolare modo?
L’IA è stata modellata ricalcando la mente animale ed umana, dove l’obiettivo finale è la prevalenza del singolo individuo. Le piante, al contrario, hanno un’organizzazione capillare, non violenta e decisamente più evoluta, orientata alla sopravvivenza dell’intera specie. È una differenza radicale.

Qual è lo stato attuale dell’umanità?
C’è una popolazione più fragile, stanca e malleabile. Un tempo gli anziani vivevano la strada, socializzavano seduti fuori dalle case. Oggi quella socialità sta scomparendo e i casinò sono pieni di persone sole che vi spendono la pensione. Nel frattempo, i negozi Compro Oro spuntano ovunque nei centri urbani. La mia canzone non fa altro che descrivere i sintomi di un fallimento sociale collettivo.

Canti: “Mi arresteranno se manifesto” e “ci vogliono deboli”…
Oltre alla frase ‘mi arresteranno se manifesto’, ho scritto: ‘Piango davvero, dici che fingo. M’importa anche se non è mio figlio’. Questa è la sintesi di ciò che penso. ​Oggi ci ridiamo su, ma non c’è niente da ridere. Poter esprimere pacificamente e in modo non violento il proprio pensiero, anche attraverso la manifestazione, fa parte della democrazia. Nel momento in cui inizia ad aleggiare l’idea di rendere illegale questo gesto, lo trovo un pensiero pericoloso. Si tratta di una libertà fondamentale che va difesa. L’ho detto tante volte: sono orgogliosa dell’impegno di mio nonno come partigiano della Resistenza a Ronchi dei Legionari.

Cosa gli è accaduto?
Fu deportato a Buchenwald come prigioniero politico. Fu portato via per un anno e mezzo a soli 21 anni, insieme a milioni di altre persone. Il suo insegnamento per me è ancora forte e chiaro: c’è stata gente che ha combattuto duramente per farci ottenere i diritti di cui godiamo oggi. ​

Insomma è una società violenta?
Recentemente sono rimasta colpita da alcune brutte notizie. Ho una figlia di 16 anni e ho letto di ragazzini a cui sono state rotte le costole durante le cariche alle manifestazioni. Se mia figlia andasse a manifestare per una causa e tornasse a casa con una costola rotta, cosa dovrei fare? Con chi dovrei prendermela? Significa che abbiamo sbagliato qualcosa come società. Quei giovani non avevano armi né gas lacrimogeni, erano solo dei ragazzini.

E a te è mai capitato?
​Quando ho partecipato alla manifestazione per la Flotilla a Trieste, sono andata da sola con uno zainetto. Eravamo in diecimila persone e mi sono messa in testa al corteo. L’ho fatto perché davanti a tutti c’era una fila di ragazzini, che potevano essere i miei figli, che esponevano uno striscione e cantavano le loro canzoni per chiedere la pace a Gaza. Abbiamo marciato pacificamente per chilometri. Di fronte a noi c’erano i poliziotti in tenuta antisommossa; trovarsi lì fa molta impressione.

Che impressioni ne hai avuto?
In mezzo a quella folla io ero vestita normalmente, proprio come mi vedete adesso, senza alcun travestimento. Nessuno mi ha fermata o ha creato problemi: mi hanno lasciata manifestare pacificamente. Purtroppo, gli atti vandalici e violenti vengono quasi sempre compiuti da gruppetti isolati; non è mai la massa dei diecimila manifestanti a essere violenta. Quando si assiste a delle violenze, sento che c’è qualcosa di importante da correggere. Come musicista e come artista, ho avvertito il bisogno di rispondere. E ho scelto di farlo con la mia musica.

Il sistema attuale ci vuole stanchi?
È evidente. Mi riferisco ai ‘poteri forti’, a chi si trova ai vertici e ha un potere decisionale capace di esercitare una grandissima influenza sulle masse, dai governi fino alle multinazionali. Nel testo della canzone descrivo proprio questo meccanismo: ‘ordina con un click’, ‘lascia un commento qui’. Siamo finiti tutti sotto scacco a colpi di dopamina, attraverso queste continue ‘caramelline’ digitali. Chi ne è uscito illeso alzi la mano, e magari apra dei corsi per spiegare agli altri come si fa. Da genitore mi chiedo spesso in che modo ci si debba relazionare con i figli di fronte a tutto questo e dove sia il limite. È una provocazione, ma è la mia umile lettura dei danni che questo sistema sta provocando, e che io stessa sperimento sulla mia pelle.

De Gregori ha dichiarato che non è necessario che gli artisti si espongano su certi temi o facciano proclama. Lo imbarazzano. Che ne pensi?
Credo che questa sia una sua personalissima visione. È una posizione curiosa, se pensiamo che la sua generazione ha vissuto l’epoca in cui la musica è stata il motore trainante dei movimenti giovanili più rivoluzionari della storia, dal ’68 a Woodstock. Francesco è da sempre un pensatore originale e fuori dal coro. Per me rappresenta un punto di riferimento assoluto e lo ascolto con lo stesso rispetto che si deve a un filosofo. ​Tuttavia, questa volta non sono del tutto d’accordo con lui.

Come mai?
Sento il bisogno di mantenere accesa la speranza. Esiste una critica comune secondo cui i cantanti dovrebbero limitarsi a cantare, ed è una visione legittima. In un’epoca di ‘tuttologia’ diffusa, il rischio di generare confusione e disinformazione è reale. Ma è altrettanto vero che quando figure provenienti da settori diversi si espongono per accendere i riflettori su un’ingiustizia, aiutano a fare emergere il problema, creando un’evidenza collettiva.

Quindi è giusto esporsi?
​Certo. Ognuno di noi è responsabile dell’uso che fa del proprio microfono. La musica, però, è anche uno strumento di espressione, di libertà e di presa di posizione. Personalmente, non riuscirei mai a rimanere in silenzio. Di fronte alle ingiustizie storiche e presenti, il silenzio è sempre stato complice. So che Francesco De Gregori ha scritto canzoni che hanno formato la coscienza di intere generazioni; forse la sua è solo una provocazione, ma io resto convinta che l’arte sia indissolubile dalla vita, e la vita è fatta anche di lotte per i diritti di tutti.

Playlist

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.