Circa sessanta tra parlamentari, eurodeputati e consiglieri regionali e comunali, hanno firmato un appello perché a Milano “non si vieti con motivazioni prive di reale necessità” il corteo-fiaccolata promosso da CasaPound Italia, Forza Nuova e Lealtà Azione per commemorare l’omicidio di Sergio Ramelli, il militante del Fronte della Gioventù morto il 29 aprile 1975 dopo un’aggressione a colpi di chiave inglese da militanti di Avanguardia Operaia.

Tra i firmatari dell’appello fatto al prefetto, al questore e al sindaco di Milano, ci sono i vicepresidenti di Camera e Senato Fabio Rambelli e Ignazio La Russa, i deputati Alessandro Colucci e Marco Osnato, la senatrice Daniela Santanchè, l’eurodeputato Mario Borghezio, il sottosegretario Regione Lombardia Alan Rizzi e l’assessore regionale Riccardo De Corato. Tra gli altri, anche i deputati Igor IezziJari Colla e Carlo Fidanza: a giugno 2018, avevano partecipato alla festa del gruppo neofascista Lealtà e Azione, suscitando diverse polemiche.

I sottoscrittori, si legge nell’appello, vogliono appoggiare la richiesta di “rendere onore a un giovane di diciott’anni la cui sola colpa, come accertato dalla giustizia italiana, è di avere aderito al Fronte della Gioventù”. I tre gruppi di estrema destra, da anni, organizzano un corteo-fiaccolata che parta da Piazzale Susa e che sfili per viale Romagna, via Beato Angelico per poi terminare in via Paladini. Ma dal 2015 è stata permessa solo la commemorazione davanti alla chiesa di santi Nereo e Achilleo e in via Paladini, sul luogo dell’aggressione a Ramelli, deceduto dopo 47 giorni di agonia in ospedale.

I promotori del corteo, Marco Clemente di CasaPound, Duilio Canu di Forza Nuova e Stefano del Miglio, per Lealtà e Azione, spiegano: “Dopo quattro anni in cui il ricordo del barbaro assassinio è stato affidato ad eventi statici di piazza si ritiene, infatti, sia giunto il momento di ritornare alla formula del corteo-fiaccolata. Un corteo silenzioso che nei tanti anni in cui si è svolto prima dei divieti che si sono perpetrati dal 2015 al 2018, mai ha procurato disagi, incidenti o turbative d’ordine pubblico”. Una richiesta dunque sposata dai 60 esponenti politici di destra.

Nel 2017, durante la commemorazione per Ramelli e altri militanti di estrema destra, gli stessi gruppi che oggi promuovono la fiaccolata avevano esibito il saluto romano nel cimitero Maggiore, nello stesso luogo in cui sono sepolti i caduti del corpo militare fascista Decima Mas, dove si ritrovarono nonostante il divieto della prefettura. Una settantina di militanti, tra cui il leader di CasaPound, erano stati identificati e poi denunciati dal prefetto di Milano Luciana Lamorgese. La procura, dopo aver aperto un’indagine, aveva poi chiesto l’archiviazione.

Nell’elenco dei sottoscrittori dell’appello, vi sono anche i deputati Daniele Belotti, Tommaso Foti, Paola Frassinetti, Lucrezia Mantovani e Alessandro Morelli, i senatori Alessandra Gallone e Isabella Rauti, e l’eurodeputato Danilo Oscar Lancini. Molti i consiglieri della Regione Lombardia: Gabriele Barucco, Massimiliano Bastoni, Viviana Beccalossi, Marco Colombo, Giacomo Cosentino, Paolo Franco, Alex Galizzi, Ruggero Invernizzi, Franco Lucente, Floriano Massardi, Barbara Mazzali, Silvia Sardone e Simona Tironi. Nonché il vicepresidente del Consiglio comunale di Milano Luigi Pagliuca e i consiglieri comunali Luigi Amicone, Alessandro De Chirico, Fabrizio De Pasquale, Matteo Forte, Pietro Tatarella e alcuni consiglieri di Municipio.

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