Uno stop “sconcertante” e “irrazionale”. La ministra della Salute Giulia Grillo commenta così la presa di posizione della Lega sulla nomina di un nuovo commissario della Sanità in Campania che sostituisca il governatore Pd Vincenzo De Luca. A bloccare tutto è stato il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia che ha respinto la richiesta pentastellata di nominare al più presto un successore. Martedì il M5s aveva premuto per approvare la nomina già in cdm e proprio la ministra Grillo aveva invocato l’appoggio del Carroccio, sottolineando come la gestione di De Luca fosse “indifendibile“.

Oggi è arrivata la conferma della frenata leghista: non se ne farà nulla, ha spiegato Garavaglia al Corriere del Mezzogiorno, “perché da quattro anni in Campania si registra l’equilibrio finanziario. E il tavolo di verifica sul piano di rientro dell’11 aprile lo certificherà”. Dunque, secondo il leghista, “il Mef non ha motivo di commissariare”. Una replica che apre a nuove tensioni fra i Cinquestelle e il Carroccio, ma anche tra ministeri. “Il 29 marzo era proprio il Mef che mi scriveva per chiedermi di concertare la nomina del commissario e del sub commissario della Campania e del Lazio: francamente non si comprende assolutamente la presa di posizione del viceministro dell’economia”, ha infatti replicato Giulia Grillo.

Alla reazione della ministra della Salute si aggiungono quelle del M5s: “È sconvolgente. La sanità in Campania versa in condizioni allucinanti“, si legge in una nota. “È inaccettabile – continua il comunicato – che proprio dalla Lega che parla di cambiamento e con cui siamo al governo salvi uno degli esponenti più discussi del Pd. Salvini di tutto questo che dice? Cosa pensa della sanità in Campania?”.

La Grillo martedì: “I conti sono migliorati, la salute dei campani no”
“I conti della Campania sono migliorati, ma la salute dei campani no“, aveva spiegato martedì Giulia Grillo in un’intervista all’Huffington Post. “Da ministro devo garantire la salute dei cittadini prima di ogni valutazione di tipo economico”, aveva ricordato, elencando anche tutti gli episodi di malasanità campana di cui si è dovuto occupare “ogni settimana”: dal “reparto chiuso per festa all’Ospedale del Mare” a cose ancora più gravi come il “boicottaggio al Cardarelli“, senza dimenticare “le formiche al San Giovanni Bosco o i topi a Ischia”. L’ultima goccia “il crollo allo storico Ospedale degli Incurabili“. “Sono motivi più che sufficienti per individuare un’altra figura che si metta a lavorare seriamente per la salute dei cittadini campani”, aveva concluso la ministra.

La consigliera M5s: “Inciucio tra Salvini e De Luca alle regionali?”
La consigliera regionale pentastellata Valeria Ciarambino parla addirittura di “una squallida gag recitata sulla pelle e la salute dei campani, il cui fine potrebbe essere quello di coprire un’amara verità che questa vicenda ha portato allo scoperto. Ovvero, un possibile accordo in Campania tra il partito di Salvini e il governatore De Luca in vista delle regionali 2020“. “Non vogliamo pensare che sia in atto un vergognoso inciucio che si starebbe realizzando sulla pelle e la salute dei nostri cittadini, alle prese con una sanità da Terzo Mondo”, continua Ciarambino che ricorda anche come il coordinatore regionale della Lega per la Campania, Gianluca Cantalamessa, abbia anche lui invocato “un nuovo commissario per la sanità in Campania”, per poi essere smentito da Garavaglia.

Giovedì De Luca presenta al Mef i numeri e spera nel rinvio
Domani il governatore De Luca presenterà al tavolo di verifica del piano di rientro della sanità in programma nella sede del Mef i suoi numeri: una certificazione dei livelli essenziali di assistenza a 163 dal 105 del 2015 e il consolidamento del pareggio di bilancio da cinque anni. Il livello dei Lea è oltre quello minimo di 160 posto come obiettivo. Mentre la Campania ricorderà anche come nel 2010 il debito della sanità regionale raggiungesse i nove miliardi di euro. L’obiettivo è la certificazione da parte del Mef di queste cifre, prima di tutto per frenare la nomina del nuovo commissario alla sanità. Il secondo obiettivo guarda a luglio, quando nella verifica semestrale la Campania cercherà di ottenere l’uscita dal piano di rientro e il ritorno alla normalità. L’esito del tavolo al Mef sarà probabilmente determinante: se il ministero riconoscerà che la Regione ha ormai intrapreso la strada del risanamento potrebbe slittare la nomina del commissario. Se il Mef vedrà ancora una situazione di instabilità, invece, l’arrivo di un nuovo commissario potrebbe accelerare.

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