di Ali Abbasi. Con Eva Melander, Eero Milonoff, Ann Petren. Svezia/Danimarca 2018. Durata: 108’. Voto 3,5/5 (DT)

A Tina, doganiera portuale dal viso mostruoso ma dall’olfatto eccezionale, basta annusare l’aria per capire se i passeggeri nascondono droga o merce illegale nelle valigie. La donna vive in una casa in mezzo al bosco, cammina spesso scalza tra le frasche, gratta il collo alle alci, sorride alle volpi, percepisce che un capriolo sta per attraversarle la strada mentre è in auto. Arruolata dai superiori per sgominare una banda di pedopornografi, incontrerà Vore, stesso viso deformato e allevatore di vermi in scatola, che la inizierà ad una strana forma di sesso.

Insolito, sinistro e misterioso racconto in bilico tra fantasy e poliziesco, dove si viene catapultati in una bizzarra ma mai comica terra di mezzo abitata da troll, hiisi, esseri umani con la coda e neonati pelosi. La fiaba nordica vuole sottolineare e accorciare le distanze psicofisiche tra uomo e animale, pur ancorando detection e pudore alla realtà. Il ritmo è sì rallentato e l’andamento è da film art house, ma lo stupore di fronte ai dettagli, ai ribaltamenti di scena e delle apparenze, lasciano davvero a bocca aperta lo spettatore. I due attori protagonisti recitano sotto pesanti mascheroni.

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