“L’Unione europea finanzierà il Tav al 50%”. Un mese fa era stato il governatore della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, ad annunciare l’aumento dei fondi, ma Parigi aveva smentito. Ora è il suo assessore ai Trasporti, Francesco Balocco, dopo un incontro con la coordinatrice europea del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, a rilanciare la notizia. Un annuncio che non ha mai trovato conferme – né a febbraio né ora – da parte di Bruxelles.

Secondo Balocco, l’Ue avrebbe deciso “che i finanziamenti relativi alla programmazione per il corridoio mediterraneo nell’ambito dei progetti per l’interoperabilità, la decarbonizzare e la digitalizzazione saranno pari al 50 per cento”. Una decisione che “vale anche per la Torino-Lione”, afferma Balocco facendo esultare Matteo Salvini. “Ottima notizia e motivo in più per farla”, dice il ministro dell’Interno sposando la linea della giunta piemontese di centrosinistra come aveva già fatto il 19 febbraio.

Allora era stato il governatore Chiamparino a dire che l’Ue era disponibile a finanziare al “50 per cento non solo il tunnel di base” ma anche “le tratte nazionali di avvicinamento”. Una notizia che era arrivata dal vice-presidente della regione francese dell’Auvergne-Rhône-Alpes, Etienne Blanc. Come effetto “si dimezzerebbe per l’Italia il costo della tratta nazionale” e si “abbasserebbe di un ulteriore 10% il costo del tunnel base”, aveva spiegato il presidente della Regione che nelle scorse ore ha ottenuto un secco no dal Viminale alla richiesta di autorizzazione una consultazione popolare in Piemonte sul Tav. Ma Blanc era stato smentito dal ministero dei Trasporti francese, che aveva espresso “stupore per la presa di posizione isolata espressa dal Consiglio regionale” e aveva ricordato che le parti in causa nel progetto si erano accordate il primo febbraio su un programma di lavoro “preciso” sugli accessi al tunnel.

Il fatto che Bruxelles sia pronta a innalzare dal 40% al 50% il suo finanziamento dei progetti di interconnessione in Europa (la Connecting Europe Facility) fa parte di una proposta che la Commissione ha già fatto al Consiglio Ue e al Parlamento europeo in vista dell’approvazione del prossimo bilancio pluriennale 2021-2027 e non riguarda nello specifico il Tav. Dunque non rappresenta “in nessun caso” un impegno nuovo, precisava il ministero, “e ancora meno nello specifico per il progetto Lione-Torino”. Peraltro quell’opzione sarebbe ovviamente sul tavolo solo se le parti decidessero di procedere con il progetto.

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