PETERLOO di Mike Leigh. Con Rory Kinnear, Maxine Peake, Neil Bell. Regno Unito 2018. Durata: 154’. Voto: 4/5 (AMP)

Fra i momenti più oscuri della storia sociale britannica si annovera il massacro di St Peter’s Field avvenuto il 16 agosto 1819 a Manchester e che costò la vita a decine di persone e il ferimento di centinaia. Fu talmente efferato che passò alla cronaca come Peterloo, giocando di crasi con l’allora recente battaglia di Waterloo. A 200 anni dai fatti, Mike Leigh ne rivisita la tragedia con un’opera epica e profonda. Al centro vi pone i dibattiti precedenti la grande manifestazione organizzata dai comitati pro-democrazia del Nord Inghilterra che aspiravano a una riforma elettorale provvista di suffragio universale ed eguaglianza di rappresentazione parlamentare, fino ad allora inesistente.

Il discorso di Leigh è organizzato per lunghi affreschi assembleari che mettono in parallelo le ragioni dei riformisti – fra moderati e radicali – alle ostinazioni di istituzioni ed aristocrazia (guidata dal volgare principe reggente) con toccanti inserzioni a denuncia delle ingiustizie subite dagli ultimi della scala sociale, il popolo operaio o contadino ridotto allo stremo in anima e corpo. Ispirati dal famoso oratore radicale Henry Hunt, figura controversa e narcisista,  i manifestanti sperano di migliorare la vita propria e delle generazioni future, ignari di cosa li attende. Filologico nei dettagli, magnifico nella riproposizione dell’epoca, ma anche attento all’uso della retorica politica e del linguaggio della comunicazione, Peterloo è un testo grandioso e necessario che invocando il passato parla al presente e si concentra sulle dinamiche della democrazia quanto mai deficitarie o distorte di questi tempi.