Tiziano Renzi e Laura Bovoli non potranno esercitare alcuna attività imprenditoriale per un arco di tempo di otto mesi, ma possono tornare in libertà. È la decisione del Tribunale del Riesame di Firenze, che accogliendo la richiesta della difesa dei genitori dell’ex premier, ha revocato gli arresti domiciliari e disposto allo stesso tempo l’interdizione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale. Il padre e la madre dell’ex segretario del Partito democratico erano ai domiciliari nella casa della figlia Matilde a Rignano sull’Arno dal 18 agosto scorso, ovvero da quando il gip Angela Fantechi ne aveva ordinato la reclusione su richiesta del pubblico ministero Luca Turco. I Renzi sono accusati di bancarotta e fatturazioni per operazioni inesistenti nell’ambito dell’inchiesta della procura fiorentina sul fallimento di alcune cooperative collegate alla loro azienda di famiglia, la Eventi 6. “Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono tornati liberi, da legale esprimo soddisfazione, alla quale si aggiunge quella dal punto di vista umano per i coniugi Renzi” ha detto l’avvocato Federico Bagattini, commentando la scelta del Riesame.

In merito alla decisione dei giudici, va sottolineato un aspetto non di poco conto: la misura cautelare resta, ma viene attenuata, passando da coercitiva a interdittiva. Una circostanza che di fatto confermerebbe il quadro probatorio a carico dei Renzi, i quali nel frattempo non rivestono più cariche societarie nell’azienda coinvolta nell’inchiesta: Laura Bovoli si è dimessa da ogni incarico in Eventi 6, Tiziano Renzi ha cancellato la sua iscrizione dal registro degli agenti di commercio. Il 13 febbraio scorso, nel motivare gli arresti domiciliari a loro carico, il gip Angela Fantechi aveva scritto: “Avendo gli stessi rivestito ruoli di amministratori di fatto e avendo gli stessi agito tramite ‘uomini di fiducia‘ non è possibile ritenere sufficiente una misura quale il divieto di esercitare uffici diretti di persone giuridiche ed imprese atteso che essa consentirebbe di impedire agli indagati di rivestire solo cariche formali, lasciandoli invece liberi di agire con condotte assai più subdole e pericolose perché di più difficile accertamento“.

La richiesta di revoca dei domiciliari “per la totale insussistenza delle esigenze cautelari” era stata depositata dapprima al gip Angela Fantechi dall’avvocato Federico Bagattini, difensore dei coniugi, durante l’interrogatorio di garanzia, motivandola anche con il fatto che i genitori dell’ex premier hanno lasciato ogni carica nella Eventi 6. Il gip, tuttavia, aveva respinto l’istanza l’1 marzo scorso. I legali di Renzi senior e della moglie hanno presentato la stessa richiesta al Tribunale del Riesame corredandola con una memoria di 25 pagine con numerosi allegati e, durante l’udienza del 6 marzo scorso, hanno contestato uno per uno i capi d’imputazione, in particolare la bancarotta.

Ai genitori dell’ex premier (leggi gli articoli del Fatto) vengono contestate dall’accusa fatture false e gonfiate per circa 250mila euro. Le ha emesse, secondo i magistrati della procura di Firenze, la Marmodiv, una delle cooperative coinvolte nell’inchiesta. Ma la Marmodiv, per la quale è stato chiesto il fallimento nell’ottobre scorso, secondo l’accusa sarebbe stata utilizzata per “alleggerire” degli oneri previdenziali e fiscali la società della famiglia Renzi, la Eventi6. Sempre secondo l’accusa, i coniugi Renzi sarebbero gli amministratori di fatto di questa cooperativa, come lo sarebbero stati di altre due cooperative coinvolte nell’inchiesta e già fallite, ovvero la Delivery Service Italia e la Europe Service.

Contestualmente alla decisione sui genitori dell’ex premier, il tribunale del Riesame di Firenze ha revocato anche i domiciliari per l’imprenditore Mariano Massone, arrestato il 18 febbraio scorso insieme a Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Nei confronti di Massone i giudici hanno disposto l’obbligo di dimora nel territorio del Comune di Campo Ligure (Genova) con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 22 alle 6.