Alcune sono conferme, come La Sapienza e la Bocconi, altre invece sono delle novità, come l’Alma mater studiorum di Bologna o l’Università di Pisa, entrate nella top 50. Nella classifica “by subjects“, cioè per materia, delle università del mondo, redatta dalla Quacquarelli Symonds, che prende in considerazione 48 insegnamenti, raggruppati in cinque macroaree e pubblicata questa notte, non sono mancate le sorprese. L’Italia ha infatti aumentato i propri numeri nella Top 50 (da 29 a 34), nella Top 100 (da 83 a 98) e nella Top 200 (da 213 a 236) rispetto al 2018, stabili invece la rappresentanza nelle classifiche Top 10 e Top 20.

Nella sezione “studi classici e storia anticaLa Sapienza mantiene il primo posto guadagnato nel 2018. L’ateneo romano è l’unico italiano a “vincere” una medaglia d’oro, confermandosi prima al mondo nella disciplina della categoria Arts & Humanities. Anche se in un ambito molto specifico, l’università ha superato le “pluripremiate” Oxford, Cambridge, Sorbona e Harvard. La Sapienza però perde posizioni in altre materie, come in “Archeologia”, dove diventa 11esima, rispetto al nono posto dello scorso anno, o in “Scienze Archivistiche e Librarie”, in cui scivola al 43esimo posto.

Si conferma anche la forza dell’Università Bocconi. L’ateneo privato di Milano è ottavo al mondo per i corsi di “Business&Management“, salendo così di due posizioni rispetto al decimo posto del 2018. Nella top 20, invece, i corsi di “Economia”, sedicesimi, e quelli di “Finanza e Contabilità”, diciottesimi. In generale, però, nell’area delle Scienze Sociali l’università perde posizioni, scendendo al 16esimo posto rispetto all’11esimo della passata classifica. Milano, in generale, spicca per la quantità di università inserite nella graduatoria, ben sette. In particolare emerge il Politecnico, con ben tre discipline entrate nelle rispettive top 10. Si tratta dei corsi di “Arte & Design“, sesto dopo il Mit, il Massachusetts Institute of Technology, e prima della finlandese Aalto University, di Ingegneria civile, settimo dopo l’Imperial college di Londra e, infine, di Ingegneria meccanica, anche lui settimo, in crescita di dieci posizioni rispetto al 2018. Anche la Statale eccelle, ma solo se confrontata con le altre italiane è prima tra le nazionali in Farmacia e Veterinaria.

Tra le italiane, l’Università di Bologna è l’unica a comparire tra i primi cento in tutti e cinque gli ambiti: 54esima in Arte e scienze umanistiche, 100esima in Ingegneria e tecnologia, 96esima in Scienze della vita e Medicina, 95esima in Scienze naturali e 73esima in Scienze sociali e management. Nelle specifiche discipline, l’ateneo bolognese è il migliore in Italia in quattro materie, Arte e studi umanistici, Lingue moderne, Scienze agro-forestali e Odontoiatria, subject per il quale l’Alma Mater raggiunge il 44esimo posto mondiale. Particolare l’Università di Padova, trentaseiesima al mondo in Anatomia. Debutta nella top 50 l’Università di Pisa, 50esima in Scienze Bibliotecarie.

In generale però dominano le università americane e quelle britanniche. Gli atenei statunitensi raggiungono la prima posizione in 28 discipline su 48, mentre quelli del Regno Unito vincono la medaglia d’oro in 13 materie.

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