“Non è finita finché non è finita”. Con queste parole Lorenzo Farinelli, medico di 34 anni affetto da linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B resistente alla chemioterapia, concludeva il suo appello video in cui chiedeva di aiutarlo, con una donazione, a volare negli Stati Uniti per sottoporsi al protocollo terapeutico Car-T, terapia genica che si è dimostrata già efficace e che ha ricevuto il via libera anche in Europa. Il suo messaggio era diventato virale, tanto che in soli tre giorni Lorenzo era riuscito a raccogliere oltre 500mila euro. Lollo, come lo chiamavano gli amici, però, non ce l’ha fatta. Le sue condizioni sono peggiorate velocemente e lunedì sera, alle 19, è morto a casa sua, ad Ancona. Nella mattinata di ieri era stato dimesso dall’ospedale, dopo aver interrotto la chemioterapia in preparazione del viaggio verso gli Stati Uniti.

La sua battaglia aveva commosso il web: oltre 20mila le persone che avevano risposto, tra cui attori e personaggi dello spettacolo come Elisa Di Francisca e Christian De Sica. La personale lotta di Lorenzo, aveva raccontato lui stesso nel video-appello, era cominciata 8 mesi fa. Un male improvviso che “pian pianino” aveva portato il 34enne “a perdere l’autonomia, l’uso delle gambe parzialmente, la capacità di andare in bagno da solo”. Unica possibilità concreta: tentare la via dell’estero. Sottoporsi alla stessa terapia in Italia, a Milano, avrebbe infatti richiesto più tempo, e di tempo non ce n’era. “Potete darmi una mano? Perché io non voglio morire, voglio vivere, ho fatto delle promesse e voglio mantenerle”, chiedeva Lollo con il volto segnato dalla malattia che, diceva, gli aveva preso tutto ciò che aveva, “spazzandolo via”. Medico generico, lavorava in diverse strutture di riabilitazione e aveva la passione per il teatro e per la musica, come quella della Festa celtica di Montelago, dove andava ogni anno. Per sostenerlo i familiari, gli amici e la fidanzata di Lorenzo, avevano lanciato anche un sito web, SalviamoLo, in cui spiegavano tutti i modi per donare e dal quale avevano ringraziato i benefattori. Ora probabilmente il denaro raccolto sarà destinato alla ricerca.

Per molti l’appello di Lorenzo ha rappresentato un simbolo anche dell’utilità dei social network. E in tanti, dopo il successo del suo crowdfunding, hanno intrapreso la stessa via. Come Sebastiano, 15 anni, che ha bisogno di 300mila euro per volare a Sidney e tentare un’operazione per rimuovere il tumore al cervello, o Alessandro Cecilioni, corregionale di Lorenzo, 54 anni, che ha bisogno di 150mila euro per andare in Germania e cercare di curare una grave forma tumorale, anche lui al cervello.