Trionfo in bianco e nero alla 72esima edizione dei Bafta, i riconoscimenti britannici per il cinema assegnati domenica sera alla Royal Albert Hall di Londra. La cerimonia per la consegna dei premi, presentata dall’attrice inglese Joanna Lumley, ha visto vincere nella categoria miglior film e miglior regia Roma, la pellicola del messicano Alfonso Cuaron targata Netflix. Il film ha vinto lo scorso settembre il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il regista, riporta Afp, durante la serata, alla quale hanno partecipato anche il principe Willian e la moglie Kate, si è detto “seriamente toccato” da come il film è stato recepito “in un’epoca in cui la paura e la rabbia si propongono di dividerci”. L’artista ha ringraziato poi la piattaforma di streaming per “avere avuto il coraggio” di sostenere il suo lavoro incentrato sul conflitto interno nel Messico anni ’70 con protagonista una governante di nome Cleo (Yalitza Aparicio). E girato, appunto, in bianco e nero. Il lungometraggio di Cuaron ha battuto in entrambe le categorie l’altro successo della serata, la black comedy La Favorita, dedicata alla regina Anna del XVIII secolo.

Il film di Yorgos Lanthimos – che ha debuttato al Lido di Venezia – ha portato a casa ben 7 premi sui 12 per il quale era candidato: miglior attrice è andato alla interprete principale Olivia Colman, che vince su Glenn Close, Lady Gaga, Melissa McCarthy e Viola Davis, migliore attrice non protagonista Rachel Weisz, che ha la meglio sulla compagna di cast Emma Stone, miglior film britannico, migliore sceneggiatura originale, a questi si aggiungono poi le sezioni migliore scenografia, miglior trucco e migliori costumi. Si accende ancora di più quindi la sfida tra le due pellicole per gli Oscar che si terranno a Los Angeles il 24 febbraio.

Inoltre, Roma è in gara per la statuetta anche nella categoria migliore fotografia: si tratta della prima nomination per la piattaforma di streaming Netflix, ufficialmente entrata nel club di Hollywood di registi d’élite. La notizia non era però stata digerita benissimo dalle catene di cinema Amc e Regal che avevano annunciato che “Roma non sarà proiettato nelle loro annuali programmazioni per il premio dedicato alla migliore fotografia”.

Il riconoscimento per miglior attore è andato invece a Rami Malek per la sua interpretazione di Freddy Mercury in Bohemian Rhapsody. Infine miglior attore non protagonista è stato Mahershala Ali per Green Book, commedia drammatica in cui interpreta un pianista jazz in un tour del profondo Sud americano nel 1962. Free Solo, un film sulla prima persona che ha scalato El Capitan nel Parco Nazionale Yosemite senza corde, ha trionfato come miglior documentario.

Mentre l’edizione dell’anno scorso era stata contraddistinta dalla scelta del total black da parte delle attrici sul red carpet come segnale di solidarietà al movimento #MeToo, quella di quest’anno si è contraddistinta per il caso sul regista Bryan Singer. Il suo nome è stato infatti rimosso tra le citazioni del film dedicato ai Queen “alla luce delle accuse molto gravi” mosse nei suoi confronti. Il riferimento è a un articolo pubblicato dalla testata americana The Atlantic che riportava incriminazioni a sfondo sessuale tra cui rapporti con minorenni.