Scontro in Giunta per le elezioni e immunità del Senato sulla memoria di Matteo Salvini, per il quale il Tribunale dei ministri ha richiesto l’autorizzazione di procedere sul caso Diciotti, e i documenti allegati da Conte, Di Maio e Toninelli, con i quali l’esecutivo intende estendere la responsabilità a tutto l’esecutivo, come scelta collegiale. “Anche io responsabile. Il ministro attuò l’indirizzo politico del governo”, spiega nel suo allegato Conte. Ma, dopo meno di un’ora di seduta, la giunta per le Immunità si è chiusa tra le polemiche, con la necessità di riunirsi di nuovo in serata per decidere se i documenti firmati dal premier, dal vicepremier e dal ministro dei Trasporti siano ricevibili o meno. Ad attaccare è stato l’ex presidente del Senato Pietro Grasso: “Nel diritto la forma è sostanza. Il regolamento prevede che solo l’interessato possa presentare memorie e documenti. Le due memorie non possono essere ammesse, altrimenti la Giunta dovrebbe immediatamente sospendere i lavori e inviare le memorie al Tribunale dei Ministri di Catania per le proprie valutazioni”.
Tutto mentre il M5s è ancora diviso sul voto, con l’ala degli ortodossi e diversi senatori alla seconda legislatura, con Nicola Morra capofila, che non vogliono saperne di negare l’autorizzazione a procedere ai giudici: “Dire sì o il M5s si gioca la sua credibilità“, ha rivendicato Morra al Fatto quotidiano. Ma Giarrusso ha continuato a mantenere la linea dei vertici: “Ci penserà Di Maio, in quanto politico, a replicare. Non ci sono ortodossi, ma dissenzienti e in linea con il partito“, ha tagliato corto. Per poi aggiungere, in merito allo scontro sui documenti in Giunta: “Mi sembra strano che si voglia impedire a un ministro di difendersi”. Il collega Francesco Urraro – che già aveva spiegato come il caso vada affrontato “non in modo ideologico”, ndr – invece ha provato ad ammorbidire lo scontro in atto nel M5s: “Da noi c’è una normale discussione, come negli altri partiti”. Ufficialmente, il M5s attende ancora, ma Pd e Forza Italia attaccano già: “Hanno deciso, dopo queste carte e la seduta di oggi è chiaro: voteranno no all’autorizzazione a procedere

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