“L’incontro è stato fortemente voluto dal ministro Trenta e si svolgerà in sede al ministero”. Da Palazzo Baracchini fanno sapere che mercoledì 17 ottobre la titolare del dicastero Elisabetta Trenta incontra Ilaria Cucchi, l’avvocato della famiglia Fabio Anselmo e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri. “Ho accettato volentieri l’invito del ministro della Difesa e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri – ha detto Ilaria, che nei giorni scorsi aveva rifiutato di andare al Viminale nonostante l’invito di Matteo Salvini-. Io e il legale della nostra famiglia, Fabio Anselmo, che sarà presente, ne siamo onorati. Hanno espresso la volontà di riceverci e noi ascolteremo cosa hanno da dirci”. Già a Il Fatto Quotidiano la sorella di Cucchi aveva spiegato che non era di suo interesse la proposta di incontro da parte del vicepremier leghista. Il leader del Carroccio in passato aveva infatti detto di un suo post che “faceva schifo” e non ha mai chiesto scusa.

Sulla Trenta, invece, Ilaria Cucchi aveva già dichiarato che lei, a differenza di Salvini, non aveva nulla per cui chiedere scusa. “Ha annunciato che vuole incontrarmi – aveva aggiunto -: sarò lieta di farlo. Io, i miei genitori e il mio avvocato la vogliamo ringraziare”. E dopo la svolta nel processo con l’ammissione del pestaggio da parte di Francesco Tedesco, carabiniere imputato, la Trenta aveva espresso la sua vicinanza alla famiglia Cucchi: “Quanto accaduto a Stefano Cucchi era inaccettabile allora e lo ancor di più oggi, che sono emersi nuovi elementi scioccanti. Mi auguro che la giustizia faccia al più presto il suo corso e definisca le singole responsabilità. Chi si è macchiato di questo reato pagherà, ve lo assicuro. Lo voglio io, lo vuole questo governo e lo vuole tutta l’Arma dei Carabinieri, che merita rispetto. Ho la massima fiducia verso il Comando Generale e sono vicina alla famiglia di Stefano, ai suoi amici e ai suoi cari. Abbraccio tutti con grande affetto in questo delicatissimo momento”.

Ad Ilaria, sia Trenta sia Nistri ribadiranno quel che hanno già detto dopo la ‘confessione’ di Tedesco, che ha accusato gli altri due colleghi coimputati con lui per omicidio preterintenzionale di aver picchiato Stefano. E proprio nei confronti del vice brigadiere è apparso sui muri di Brindisi, dove vive, un grande striscione: “Per l’infame nessuna pietà, sei la vergogna della città”. Ed è probabile che al ministro e al comandante generale Ilaria e l’avvocato Anselmo ribadiscano la necessità non solo di arrivare alla verità sulla morte di Stefano ma anche di far luce sull’inchiesta interna che fu avviata dopo la sua morte e della quale mancherebbe qualsiasi verbale, per capire fino a che livello dell’Arma sapevano di quanto era accaduto a Cucchi.

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