Ero agghiacciata. Lui era sopra di me. Poi mi ha detto che ero stata la sua fantasia sessuale da quando aveva 12 anni”. Scriveva così Asia Argento in un sms privato indirizzato allo chef Anthony Bourdain, il suo fidanzato morto suicida lo scorso giugno. “Non stai pagando il suo silenzio. Solo la libertà da una seccatura. È per aiutare un povero stupido tormentato a rimettere la propria vita assieme” le rispondeva lui. Questo scambio di messaggi tra i due, pubblicato dal sito scandalistico, ma informatissimo, Tmz, sembra contraddire quanto ribadito più volte da Asia Argento nella nota in cui negava di aver mai fatto sesso con il giovane attore Jimmy Bennett quando lui aveva 17 anni e lei 37.  E poi ci sono anche altri messaggi, sempre pubblicati dal sito, attribuiti a un amico che le chiede chiarimenti su cosa sia successo: “Il pubblico non sa niente, solo quello che ha scritto il New York Times. Quel ragazzino arrapato mi è saltato addosso” gli scrive Asia. L’amico le chiede, se quindi si sia trattato di uno stupro: “Ho fatto sesso con lui. Non sapevo fosse minorenne“. Dopo un lungo silenzio, sulla vicenda è intervenuto anche Bennett che, tramite il suo legale, ha fatto sapere di ritenere falso quanto detto da Asia Argento nella sua nota e che, in risposta, presto diffonderà un comunicato. Lo riporta il New York Times, precisando però che, ad ora, il comunicato non è ancora arrivato.

I messaggi rivelati da Tmz – Il sito scandalistico americano ha pubblicato anche un selfie che immortala Asia e Jimmy a letto insieme, oltre a diversi messaggi. Nel loro scambio di sms, Bourdain e la Argento parlano di Bennett come di un “asino” e Anthony scrive che i 380 mila dollari pagati di tasca sua per chiudere la vicenda “non sono l’ammissione di niente, nessun tentativo di comprare il silenzio, semplicemente un’offerta per aiutare un’anima torturata che cerca disperatamente di spillarti denaro“. Oppure, conclude, puoi “mandarlo a farsi f… In ogni caso, sono con te”.  Nei messaggi con l’amico invece, Asia Argento spiega di non avere salvato nessuna delle conversazioni avute con Bennett su Snapchat e di essere stata inizialmente contraria a pagare la cifra richiesta dall’attore, ma di essere poi stata convinta. “Se perdo il lavoro – gli diceva – me ne andrò in Africa o nella foresta amazzonica”. Tmz pubblica anche un biglietto che Bennett avrebbe scritto alla Argento su un bloc notes del Ritz-Carlton hotel: “Asia, ti amo con tutto il cuore. Sono felice di averti incontrata di nuovo e di averti nella mia vita. Jimmy”.

D’altra parte però, questi messaggi avvalorano le affermazione di Asia Argento sul fatto che sarebbe stato Bourdain a volere l’accordo con Bennet per evitare il danno di immagine da una denuncia di Bennett:  “Anthony insistette che la questione venisse gestita privatamente – spiega l’attrice nella sua nota – e ciò corrispondeva anche al desiderio di Bennett. Anthony temeva la possibile pubblicità negativa che tale persona, che considerava pericolosa, potesse portarci. Decidemmo di gestire la richiesta di aiuto di Bennett in maniera compassionevole e venirgli incontro. Anthony – prosegue Asia Argento – si impegnò personalmente ad aiutare Bennett economicamente. A condizione di non subire più intrusioni nella nostra vita. Bennett sapeva che il mio compagno, Anthony Bourdain, era percepito quale uomo di grande ricchezza e che aveva la propria reputazione da proteggere in quanto personaggio molto amato dal pubblico” conclude.

Il “New York Times” conferma lo scoop – Il New York Times intanto conferma i contenuti dell’articolo su Asia Argento, “fiducioso dell’accuratezza del lavoro giornalistico basato su documenti verificati e molteplici fonti”. Lo ha detto all’Ansa una portavoce del quotidiano che ha tenuto a sottolineare che “la Argento, il suo avvocato e il suo agente sono stati ripetutamente contattati e hanno avuto quattro giorni per replicare alla storia uscita domenica scorsa”. E ragiona anche sulle conseguenze in Italia:  “Lo scandalo Asia Argento ha aperto la caccia grossa al movimento #MeToo in Italia”. Il pezzo racconta le ripercussioni negative che la storia potrebbe avere sull’affermarsi, nel nostro Paese, del movimento per i diritti delle donne: il pagamento di 380mila dollari a Bennett avrebbe rapidamente trasformato l’attrice “da imperfetta portavoce di un movimento, che già sta avendo difficoltà a guadagnare popolarità in Italia a quella che potrebbe aver danneggiato la causa irreparabilmente, almeno nel suo paese”. Ricorda poi che  in Italia Asia Argento “è stata oggetto di un’ampia e feroce gogna sulle prime pagine praticamente di tutti i quotidiani, con titoli spietati come Asia Weinstein”; il riferimento è al produttore di Hollywood, Harvey Weinstein, di cui Argento è stata tra le prime attrice, poi seguite da moltissime altre, ha denunciato gli abusi.

Il padre Dario la difende “Non ho ancora né visto né sentito Asia. Non la sento da un po’. Non riesco a capire bene la situazione”. Sono le parole di Dario Argento in un colloquio telefonico con il Corriere della Sera, interpellato sulla bufera che ha travolto la figlia Asia, accusata di avere avuto un rapporto sessuale con il giovane attore Jimmy Bennett quando era ancora minorenne e di avere raggiunto con lui un accordo economico per il suo silenzio. “Io credo si siano inventati tutto”, precisa, spiegando che “potrebbe essere un complotto. Non so che pensare, non lo so, veramente. Non ho idea di come sono andati i fatti, chi ha ragione, chi no. Ora gli avvocati parleranno… francamente non so cosa dire”. A papà Argento non sembra “plausibile” la storia, ma vuole farsi spiegare dalla figlia cosa è realmente accaduto, definendo però “strana” la transazione economica. “Avrà sempre il mio appoggio, comunque vadano le cose e qualunque sia la realtà. Sono convinto – aggiunge – che sia tutta una montatura, tutto un imbroglio“. Una montatura, spiega, dovuta al fatto che il suo “esporsi ha dato fastidio a molte persone, anche diversi politici importanti, e ora immagino un gruppo di loro che si è inventato tutto questo contro di lei. E’ un’operazione contro di lei”.

Asia non è indagata – Non sarà aperta nessuna indagine ma “verranno fatti degli approfondimenti” sulle presunte molestie sessuali che Asia Argento avrebbe commesso nei confronti dell’attore americano Jimmy Bennett. A confermarlo è una portavoce del dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles. Le intenzioni dei detective sarebbero di parlare con Bennett che però non risulta essere stato ancora sentito dalla polizia.

“#MeToo non si ferma” – L’attrice Mira Sorvino, un’altra delle colonne del #MeToo e grande accusatrice di Weinstein, si è espressa direttamente su Twitter: “Sono stata davvero male per le accuse contro Asia Argento. Il tempo farà chiarezza sulle cose e forse lei verrà scagionata. Ma se tutto questo fosse vero, non possiamo che ribadire che l’abuso sessuale sui minori è un crimine odioso, è contro tutto ciò che io e il movimento MeToo rappresentiamo”. Come già Rose McGowan, Mira Sorvino sottolinea però che malgrado la vicenda che ha colpito Asia Argento, il movimento non si fermerà: “Io continuerò a combattere per tutte le vittime, per cambiare quella cultura che incoraggia l’abuso di potere nei rapporti sessuali”.

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