Un recente articolo del dottore Agostino di Ciaula (presidente del comitato scientifico di Isde internazionale) sui rischi per la salute da campi elettromagnetici a radiofrequenza – in particolare sulla nuova tecnologia 5G – è stato segnalato da un’autorevole rivista come uno fra i più “scaricati”, a testimonianza del grande interesse che l’argomento ha suscitato nella comunità scientifica internazionale. L’esposizione all’inquinamento elettromagnetico ci riguarda tutti: un “fondo elettromagnetico naturale” nel quale si sono sviluppate ed evolute le specie biologiche è da sempre presente sul nostro pianeta ed esso è rimasto praticamente immutato fino al secolo scorso, quando, con l’avvento dell’elettricità e soprattutto delle telecomunicazioni, è aumentato di oltre un milione di volte.

L’esposizione a campi elettromagnetici comporta effetti biologici complessi e inquietanti: aumenta la temperatura, altera l’espressione genica, promuove la proliferazione cellulare e la sintesi di proteine ​​legate allo stress ossidativo, induce processi infiammatori, altera la concentrazione del calcio e la conduzione nervosa, riduce la sintesi di melatonina, può generare danni oculari e influenzare le dinamiche neuromuscolari. Inoltre i cem possono interagire sinergicamente con altri cancerogeni genotossici (radiazioni ionizzanti, idrocarburi aromatici policiclici, derivati del benzene, formaldeide) potenziandone quindi l’azione.

La Iarc ha classificato Rf-Emf come “possibile cancerogeno per l’uomo” (2B), ma già da anni diversi studiosi chiedono che essi vengano riclassificati come 2A – ovvero probabili cancerogeni – perché è emerso che coloro che hanno cominciato a usare regolarmente cordless o cellulari prima dei 20 anni hanno un rischio quadruplicato di glioma ipsilaterale e i tumori cerebrali sono solo “la punta dell’iceberg” di quelli che sono gli effetti nefasti sul resto dell’organismo. La diffusione della tecnologia 5G farà aumentare ulteriormente e in maniera massiva l’esposizione delle popolazioni all’inquinamento elettromagnetico con tutto ciò che ne consegue.

Già lo scorso anno Isde aveva chiesto con un comunicato stampa la sospensione delle sperimentazioni in atto in alcune città, in accordo al pronunciamento di centinaia di scienziati in tutto il mondo, richiesta di recente rinnovata. È quindi con profonda amarezza che si deve constatare che anche l’attuale governo non si discosta dalle precedenti scelte e promuove questa tecnologia senza valutarne minimamente le conseguenze e ciò è ancor più imperdonabile visto che basterebbe incrementare le comunicazioni via cavo e non via etere per eliminare ogni rischio.

Credo proprio che dovremo aggiungere anche la tecnologia 5G al già troppo lungo elenco (amianto, piombo, berillio, bisfenolo A, Cvm, cellulari, nanotecnologie etc.) delle “lezioni imparate in ritardo da pericoli conosciuti in anticipo”.