“Spero domani sia l’occasione per dare un segnale di vita, perché dopo il 4 marzo noi abbiamo conosciuto una fase d’immobilismo. Certo l’unità che è un valore in un momento di grande difficoltà non venga usata come alibi per lasciare che le cose rimangano esattamente com’erano prima. Luca Lotti come responsabile organizzazione del partito da affiancare a Maurizio Martina? No, non mi convince”. Così Gianni Cuperlo alla vigilia dell’assemblea nazionale del Pd, rispondendo alle domande de ilfattoquotidiano.it, alla Camera promosso da associazioni di sinistra.

“Ho l’impressione che corriamo il rischio della metafora del dito e della luna: abbiamo subito la sconfitta peggiore della storia e se è adesso la risposta è di mobilitare gli eserciti dell’uno e dell’altro candidato, andando ai gazebo e risolvere tutto in una domenica – che sia in primavera o in autunno non cambia molto – dove il primo che passa, elargisce due euro per scegliere il nuovo segretario del partito che a volte, magari, poi neppure voterà alle elezioni, questo schema mi sembra faccia parte della storia passata. Ci vogliono prima del congresso, nuove regole per guardare avanti”.

Per Cuperlo non è tempo di compromessi tra le correnti dem: “Litigarci ciò che rimane delle spoglie di una grande ambizione non credo che andiamo lontano. C’è molto da cambiare nel Pd e nessuno può dire che aveva la ricetta giusta, nessuno di noi l’ha avuta. Dobbiamo resettare molto come si fa con i computer imballati e inserire nuovi programmi”.

Il Pd, invece di ritrovare le proprie radici di sinistra è andato contromano e ha incontrato un Tir, come capita in questi casi. Eppure continua a farlo, è questo è diabolico”. E’ il pensiero dedicato da Massimo D’Alema al Partito Democratico, durante il suo intervento. L’auspicio di Andrea Orlando: “Spero che da domani si apra una fase d’iniziativa politica che segni uno stacco molto netto rispetto alla stagione che ci ha portato fino a qui”.