Fuori per colpa dei cartellini gialli: così il Senegal saluta i Mondiali di Russia 2018. Un gol di testa di Yerry Mina basta alla Colombia per battere la Nazionale africana e guadagnarsi la qualificazione da prima del girone H, complice la vittoria della Polonia sul Giappone. La squadra di Nishino chiude con gli stessi punti (4) e la stessa differenza reti del Senegal, ma passa il turno da seconda grazie al minor numero di cartellini, due in meno. Una vera beffa per Koulibaly e compagni, imbattuti nelle prime due gare, e una catastrofe per il calcio africano che perde la sua quinta rappresentante, dopo Egitto, Marocco, Nigeria e Tunisia.

Il successo della Colombia arriva dopo la sconfitta all’esordio col Giappone in dieci per quasi tutta la partita e l’infortunio che oggi, nella sfida decisiva, ha tolto di mezzo subito James Rodriguez. Il ct Pekerman sceglie una formazione a trazione anteriore per esorcizzare anche la sfortuna. Allo stesso modo risponde il Senegal, ma la gara rimane a lungo bloccata. A parte una punizione di Quintero in avvia, sono in realtà gli africani a trovare con maggiore continuità qualche soluzione offensiva, senza però mai concretizzare.

Paradossalmente, la partita si sblocca quando da Volvograd arriva la notizia del vantaggio della Polonia sul Giappone. A quel punto un pareggio qualificherebbe entrambe le squadre, ma il Senegal si distrae – complice il ct Cissè che lascia passare 3 minuti per sostituire l’infortunato Sabaly con Wegue –  e la Colombia passa con un colpo di testa da calcio d’angolo. Parte l’assedio africano alla ricerca del pari ma contro il muro sudamericano è tutto inutile. Passano la Colombia e il Giappone, perdente contro la già eliminata Polonia ma salvata dalla regola del Fair Play che vale come ultimo criterio prima del sorteggio in caso di arrivo a pari punti. Le due Nazionali incontreranno Inghilterra e Belgio: gli accoppiamenti dipenderanno dall’esito dello scontro diretto di questa sera. Un’altra gara in cui i cartellini potrebbe risultare più decisivi dei gol.

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