Il governo ha varato l’annunciata proroga della fatturazione elettronica per i benzinai. Rinviata invece a lunedì o martedì prossimo, ha spiegato dopo il consiglio dei ministri il vicepremier Luigi Di Maio, l’approvazione dell’atteso Decreto dignità. “Il decreto è scritto, il testo è pronto”, ha detto in una diretta diffusa sul suo profilo Facebook il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. “Sta facendo il giro delle sette chiese, per ottenere delle bollinature, tutte cose che non conoscevo ma che sono importanti per carità ma che fanno parte di una serie di procedure molto complicate. Al massimo lunedì o martedì sarà approvato dal Consiglio dei ministri”. Manca dunque la certificazione delle coperture di alcuni degli interventi annunciati, come l’addio allo spesometro.

“Tra qualche giorno – afferma Di Maio nel video -, datemi ancora un po’ di tempo, manterremo anche la promessa che abbiamo fatto con l’approvazione del Decreto Dignità: interviene sui precari e su altre forme di iper-burocratizzazione che ci sono in Italia a carico delle imprese e dei professionisti, interviene sulle delocalizzazioni, interviene su un meccanismo che è una spirale che sta portando giù famiglie verso la povertà assoluta: bloccheremo la pubblicità per i giochi d’azzardo”. Il testo “deve essere solo vidimato dai 1000 organi di questo paese”, aveva anticipato il leader M5s già nel pomeriggio.

Per il momento dunque il governo Conte ha approvato il decreto necessario per scongiurare le proteste dei benzinai che altrimenti da domenica avrebbero avuto l’obbligo di rifornire le partite Iva rilasciando la fattura elettronica. La categoria era stata scelta per sperimentare la misura che in ogni caso diventerà obbligatoria anche tra privati a partire dal 2019. Per altri 6 mesi ci sarà quindi un ‘doppio binario’ e resterà in vita anche la vecchia carta carburante, a patto però che i pagamenti dei carburanti avvengano con metodi tracciabili. La proroga varrà comunque per i soli impianti di rifornimento su strada e non riguarderà, così come auspicato dall’Unione petrolifera, tutta la filiera. L’Unione petrolifera, alla presentazione dell’assemblea annuale, ha peraltro ricordato che l’obbligo di fatturazione elettronica nel settore dei carburanti “è uno strumento importante per combattere l’illegalità visto che incide proprio sull’evasione dell’Iva” e che “l’intera operazione consente un recupero Iva di 155 milioni di euro per i sei mesi di applicazione del 2018 e di 300 milioni l’anno a regime”.