“Ho chiesto di visitare un centro di accoglienza per migranti in costruzione, un centro all’avanguardia che potrà ospitare mille persone. Questo per smontare la retorica in base alla quale in Libia si tortura e non si rispettano i diritti umani“. A rivendicarlo, nonostante le denunce passate delle stesse Nazioni Unite, è stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in conferenza stampa al Viminale, dopo il vertice in Libia. Parole poi in parte smorzate, quando il leader della Lega ha spiegato che “ci siano campi gestiti male o collusioni con i trafficanti tutto è possibile”.
In merito al vertice, Salvini ha poi chiarito – dopo il no ribadito dal governo libico presieduto da Fayez Al Sarraj – di voler la creazione di campi fuori dai confini libici, coinvolgendo Paese come Ciad, Niger e Sudan: “Io parlavo dei confini esterni, l’interesse libico e italiano su questo è comune”. “In Niger già esistono? Ora dobbiamo passare ai fatti“, ha poi tagliato corto il ministro dell’Interno, a chi gli chiedeva dove fosse la “svolta” annunciata, considerato il proseguimento di politiche già adottate quando il ministro dell’Interno era Marco Minniti.

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