Volpi, merli, tassi, marmotte, stambecchi e faine abbattuti “senza che ne ricorressero i presupposti”. In tutto 2.655 animali, tutti appartenenti a specie protette, la cui uccisione ha provocato allo Stato un danno di un danno erariale di 1.136.250 euro. La decisione della prima sezione centrale d’appello della Corte dei conti ha ribaltato la sentenza di primo grado del 2016 e stabilito che a pagare quella somma saranno Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano dal 1989 al 2014, e l’ex direttore dell’ufficio caccia e pesca della Provincia che dovranno risarcire i danni provocati dai decreti emessi fra il 2010 ed il 2014, con i quali veniva autorizzata la caccia di specie faunistiche protette. I giudici evidenziano come “l’abbattimento degli animali” venisse “sistematicamente disposto senza che ne ricorressero i presupposti” e parlano di “palese abuso” e di “sprezzante violazione dei limiti di legge”.

I decreti consentivano, in particolare, il prelievo al di fuori del periodo consentito per la volpe, il merlo, la cornacchia e la ghiandaia, o autorizzavano espressamente l’abbattimento per il cormorano, il tasso, la marmotta, la faina e lo stambecco. La sentenza ha accolto accoglie il ricorso della procura regionale della Corte dei conti contro la sentenza di primo grado, che aveva inflitto a Durnwalder ed Erhard una condanna molto più lieve, cioè il pagamento di 6.192 euro ciascuno. Alla base della decisione c’è il richiamo alla normativa nazionale (legge 968/1977 ribadita dalla legge 152/1992) secondo cui “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale”.

“Auspichiamo che questa storica condanna rappresenti un preciso monito agli attuali amministratori della stessa Provincia di Bolzano e della vicina Provincia di Trento, a non approvare le proposte di legge per l’uccisione di lupi e orsi, specie protette a livello nazionale ed europeo – dichiara la Lav (Lega anti vivisezione) che insieme alla Lac (Lega abolizione caccia) si era costituita parte civile nel processo. E l’associazione avverte: “Anche in questi casi le responsabilità ricadrebbero su tutti gli Assessori ed i Consiglieri Provinciali che decidessero di votare favorevolmente agli abbattimenti. Ci auguriamo – conclude la Lav – che i costi di una gestione politico amministrativa illecita non ricadano sui cittadini dell’Alto Adige-Süd Tirol, i quali dovranno pretendere che i condannati non sfuggano alle proprie responsabilità, sostenendo in proprio il danno arrecato, secondo il principio che prevede una specifica responsabilità patrimoniale in capo ad agenti della pubblica amministrazione che arrechino un danno alle casse dello Stato”.

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