riders? Sono “il simbolo di una generazione abbandonata, ora per loro va trovata una soluzione che passi per diritti e salario minimo garantito“. Così Luigi Di Maio, neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, al termine del primo incontro ufficiale dopo l’insediamento al dicastero di via Veneto. “Ci sono ragazzi che a volte con un lavoro a cottimo girano le città in bici e per pochi euro al giorno portano pietanze a casa nostra”, ha rivendicato Di Maio, sottolineando come “a volte queste persone hanno una assicurazione minima o non ce l’hanno affatto, hanno stipendi da pochi euro all’ora, due tre euro all’ora a volte, non hanno un contratto”.
Le associazioni di riders che hanno incontrato Di Maio hanno così richiesto di aprire un tavolo di concertazione tra governo, lavoratori e aziende: un nuovo incontro sarà previsto così la prossima settimana. “Un primo passo, ma vogliamo ridare dignità”, ha rivendicato Di Maio, senza però rispondere alle domande dei cronisti. Compreso il nodo dell’eventuale reintroduzione dell’articolo 18, inserito nel programma elettorale dei 5 Stelle, ma non nel contratto di governo con la Lega, al di là delle rivendicazioni del capo politico di voler rivedere il Jobs Act di Matteo Renzi.
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