Per la prima volta dal 1943 il premio Nobel per la Letteratura non sarà assegnato. L’Accademia di Svezia, dopo lo scandalo molestie sessuali e l’indagine per irregolarità finanziarie, ha deciso di annullare la premiazione per il 2018. Si tratta di un evento eccezionale che non succedeva dalla Seconda guerra mondiale. La decisione è stata presa durante la riunione settimanale tenuta a Stoccolma ed è stata motivata dalla “diminuita” reputazione dell’Accademia e della “ridotta” fiducia del pubblico nell’istituzione. In tutto negli ultimi mesi si sono dimessi sei membri dell’Accademia che teoricamente sarebbero eletti a vita. Una serie di addii arrivati in seguito alle notizie di presunti abusi sessuali commessi da Jean-Claude Arnault, marito di una dei membri dell’Accademia, Katarina Frostenson. Tra le nuove accuse emerse nei giorni scorsi c’è anche quella di avere “palpeggiato” Victoria, la principessa ereditaria di Svezia.

A pesare sulla decisione anche l’indagine per gravi irregolarità finanziarie aperta dalla polizia tributaria. A far sprofondare nello scandalo l’istituzione, fondata da re Gustavo III nel 1786 e che ogni anno assegna il Premio Nobel per la Letteratura, era stata la notizia, trapelata sulla stampa svedese, secondo cui l’autorità svedese per la lotta alla corruzione e alla criminalità economica aveva aperto un’inchiesta per i fondi che sarebbero stati versati in maniera irregolare alla Forum, una società che organizza eventi culturali, diretta dal regista e fotografo franco-svedese Jean-Claude Arnault, marito della poetessa svedese Katarina Frostenson, che dal 1992 è membro dell’Accademia, accusato di molestie sessuali da 18 donne nel novembre scorso.

L’Accademia Svedese è al centro del dibattito dallo scorso autunno quando 18 donne hanno accusato di aggressione e molestie sessuali Arnault. La crisi è precipitata a marzo, dopo che la maggioranza dei membri dell’Accademia Svedese aveva votato contro la rimozione di Frostenson, sospettata di reticenza e connivenza con le responsabilità del marito. Tre membri, Klas Ostergren, Kjell Espmark e Peter Englund, si sono dimessi subito per protesta. Si è poi dimessa anche Sara Danius, segretaria permanente dell’Accademia. E infine ha lasciato anche Frostenson. Quindi sono arrivate le dimissioni di Sara Stridsberg. In base al regolamento, i membri dell’Accademia Svedese non possono dimettersi perché la carica è a vita; possono tuttavia non partecipare più alle sue attività. Anche prima dello scandalo, due seggi erano occupati da membri inattivi. La scorsa settimana il re Carlo XVI Gustavo ha annunciato che è imminente la riforma delle regole dell’Accademia Svedese per consentire ai membri di dimettersi ed essere sostituiti.

Nello scandalo di Arnault sarebbe coinvolta anche la famiglia reale svedese: ad aprile scorso il giornale Svenska Dagbladet aveva riportato infatti le testimonianze di tre persone che hanno raccontato di avere assistito nel 2006 a un incidente, in cui il fotografo francese avrebbe palpeggiato a un evento dell’Accademia l’erede al trono di Svezia, la principessa Vittoria. Il giornale Expressen, inoltre, riportò una testimonianza secondo cui una collaboratrice della principessa avrebbe spintonato via il fotografo. La casa reale svedese non ha mai commentato, ma ha diffuso una dichiarazione generale di sostegno alla campagna #MeToo, ricorda la Bbc.

Di solito il premio Nobel per la Letteratura viene assegnato a ottobre. Nell’esprimere il sostegno alla decisione dell’Accademia svedese, la Fondazione Nobel, cioè quella che gestisce i beni con i quali si finanziano i premi, ricorda che “in linea di principio il premio Nobel dovrebbe essere assegnato ogni anno, ma nella storia le decisioni sui Nobel sono state rinviate in diverse occasioni” e “una delle circostanze che potrebbero giustificare un’eccezione è quando all’interno di un’istituzione che assegna il premio si verifica una situazione così grave che la decisione sul premio stesso non verrebbe percepita come credibile”. La Fondazione Nobel, scrive in una nota il presidente del suo board Carl-Henrik Heldin, “presume che l’Accademia svedese adesso concentrerà tutti i suoi sforzi sull’obiettivo di ripristinare la sua credibilità come istituzione che assegna premi e che l’Accademia riferirà quali azioni concrete vengono intraprese”.