Il regista Fausto Brizzi è indagato per violenza sessuale dalla procura di Roma. Secondo il Corriere della Sera, i magistrati hanno formalizzato l’accusa dopo aver ascoltato il racconto di tre ragazze. Ma per il regista romano è probabile l’archiviazione: una delle tre denunce non ha elementi sufficienti per provare il reato, mentre le altre due sono state presentate oltre i termini di legge. Che per la violenza sessuale scadono dopo sei mesi.

Il problema delle denunce tardive era già stato sollevato nel novembre dello scorso anno, quando una decina di attrici aveva accusato Brizzi di molestie alla trasmissione televisiva Le Iene sull’onda del caso di Harvey Weinstein, il produttore cinematografico accusato di abusi, molestie e stupri da attrici e dipendenti. Tutti episodi avvenuti in un appartamento con vasca idromassaggio dove il regista – secondo le testimonianze – invitava le ragazze per dei  “provini” privati. “Mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti o condivisi”, aveva dichiarato Brizzi. “In via precauzionale, e per evitare strumentalizzazioni, ho sospeso tutte le mie attività lavorative e imprenditoriali”. Attività che, stando a quanto annunciato dal produttore Luca Barbareschi a inizio aprile, riprenderà a partire dal prossimo luglio per la realizzazione di un nuovo film.

Per Fausti Brizzi si profila dunque una richiesta di  archiviazione in sede penale. Una decisione – come riporta il Corriere – che potrebbe essere presa nei prossimi giorni dal pm capitolino Francesca Passaniti. Ma non è escluso che si possa aprire un contenzioso in sede civile, i cui tempi di prescrizione sono più dilatati, per garantire una forma di riconoscimento alle ragazze che hanno sporto denuncia contro il regista romano.

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