Sono tre le denunce depositate pochi giorni fa alla Procura di Roma contro Fausto Brizzi, il regista finito nel ciclone dopo che a ottobre 2017 – sull’onda della vicenda di Harvey Weinstein che ha scatenato il movimento #metoo – l’ex iena Dino Giarrusso (ora candidato M5s) ha raccolte le testimonianze di alcune ragazze che raccontavano di presunti abusi. La procura capitolina ha aperto un fascicolo, come rivelato ieri da Il Fatto e Repubblica. Brizzi non è indagato.

Due delle denuncianti raccontano di episodi avvenuti, a detta delle ragazze, nella scorsa estate. In questo caso c’è il rischio che le denunce siano state presentate, come si dice in gergo, fuori termine. E quindi siano improcedibili, essendo passati più di sei mesi.

In un caso, invece, la denunciante parla dello scorso agosto (la ragazza dice di aver incontrato più volte il regista), e anche in questo caso i termini per presentare querela sono al limite. In ogni modo, gli accertamenti dei pm capitolini sono appena iniziati e necessitano di particolare attenzione, per le accuse pesanti e per la delicatezza del caso.

“Ad oggi, anche a seguito di una verifica effettuata nel corso della mattinata odierna, non risultano iscrizioni a suo carico presso la Procura della Repubblica di Roma”, ha fatto sapere in una nota Antonio Marino, avvocato difensore del regista romano Fausto Brizzi. “Il mio assistito, come già fatto in passato e in qualsiasi presente e futura circostanza – conclude Marino – ribadisce di non aver mai avuto nella sua vita rapporti che non fossero consenzienti”.

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