Berlusca, se vuoi risolvere tu la situazione in Siria, muori è l’unico modo”. Rajinder Singh, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Campagnola (Reggio Emilia), nella notte del 15 aprile ha postato questo status su Facebook (scritto da un altro utente e in cui lui è stato taggato).  Parole che i parlamentari del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni, Maria Laura Mantovani e Davide Zanichelli “condannano senza se e senza ma” in quanto “inaccettabili”. “Nella dialettica politica lo scontro, anche duro, su diverse posizioni è assolutamente lecito, – spiegano i tre in una nota – del resto il Movimento 5 Stelle è agli antipodi politici di Berlusconi e Forza Italia, ma non è tollerabile augurare la morte a nessuno. Aspettiamo delle scuse ufficiali quanto prima, insieme alle sue dimissioni da consigliere comunale. Nel frattempo abbiamo avviato tutti i canali disciplinari regolamentati dal nostro statuto”.

In un primo momento Singh, raggiunto dalla Gazzetta di Reggio, non ha fatto nessun passo indietro: “Il mio profilo è pubblico, ma è personale” e quindi “non c’entra nulla con il consigliere comunale. Quindi si sta sollevando un polverone per nulla. Figuriamoci chiedere le mie dimissioni”.

Ma in mattinata, sempre sul social network, sono comparse le sue scuse: “Dichiaro fin da subito che il mio “post” non voleva essere assolutamente discriminatorio o offensivo nei confronti di nessuno e soprattutto riguardo al personaggio politico cui si fa riferimento, altresì mi rendo conto che le mie parole, se pur copiate da altro profilo, danno un senso sbagliato del commento che era da me inteso come “battuta sul piano professionale e non umano, del personaggio in questione (…) Ho inteso come uno scherzo”.

Un caso sul quale è intervenuta Benedetta Fiorini, deputata emiliana di Forza Italia. “Le parole di Rajinder Singh – ha scritto su Facebook – dimostrano come la stragrande maggioranza dei militanti e dei dirigenti del Movimento non abbia rispetto per chi ha scritto la storia degli ultimi 25 anni e sia assolutamente privo del senso delle istituzioni, quindi ancora immaturo per guidare un grande Paese come l’Italia. Vergogna!”.