Che la rottura tra Forza Italia e la Lega Nord fosse nell’aria si era capito qualche giorno fa quando il segretario veneto del Carroccio, Gianantonio Da Re, aveva incontrato Matteo Salvini al Vinitaly. Gli aveva chiesto il via libera ad andare per conto proprio, in vista delle elezioni amministrative previste il 10 e 24 giugno, in alcune realtà controverse. Il centrodestra si è spaccato proprio a partire dal capoluogo berico. È stato infatti ufficializzato il ritiro del candidato di Forza Italia, Fabio Mantovani. Da Re spiega la scelta e tenta di allontanare ombre dallo scenario nazionale. Ma è chiaro che se c’è stata rottura in una città strategica come Vicenza, dove il centrosistra governa da due mandati con Achille Variati, il segnale che parte dal Veneto per Berlusconi è preciso.

Da Re spiega: “Dopo giorni e giorni di veti incrociati all’interno di Fi si è giunti all’epilogo con il ritiro della candidatura di Mantovani. Adesso in Fi stanno pensando a qualche candidato alternativo, ma è troppo tardi. Per questo, noi sosterremo il candidato delle liste civiche Francesco Rucco, che non è il candidato della Lega, ma è l’unica candidatura competitiva possibile che rappresenta oggi il Centrodestra a Vicenza”.

Il segretario ammette: “È vero che il patto tra Lega e Fi prevedeva che noi proponessimo il candidato a Treviso e Forza Italia a Vicenza, ma sono stati loro a portarci a questa scelta forzata, cambiando le carte in tavola. Non avevamo altra scelta, e mi sembra improponibile pensare oggi ad un nuovo candidato che tra l’altro devono ancora trovare”. Lo scenario politico nazionale ne risentirà? “Non credo che questa divisione a Vicenza possa avere ripercussioni altrove, né a livello regionale, né a livello nazionale. In fin dei conti non dimentichiamoci che la seconda carica dello Stato, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata eletta di comune accordo tra Fi e Lega. È un segno che l’alleanza è forte”.

Ma Forza Italia sembra divisa tra oltranzisti e accomodanti. Tra i primi c’è Renato Brunetta, che attacca. “Il problema è in casa Lega – dice – e non vorrei ci fosse una regìa nazionale. Mi limito a elencare i fatti: a San Donà di Piave dopo otto mesi di dibattiti si era trovata la quadra su Gianni Corradini, poi di punto in bianco il leghista Gianluca Forcolin, non si sa a quale titolo, azzera tutto e ripropone Francesca Pilla come candidata. Noi stiamo facendo una grande coalizione con 6 liste e qualche sorpresa”.

La divisione tra Lega e Forza Italia esisteva già in alcuni comuni veronesi, come Bussolengo e Sona, mentre a Villafranca di Verona il candidato è unitario. Cosa accadrà a Treviso? L’accordo finora sembrava solido. Per contrastare il sindaco uscente Giovanni Manildo, sindaco di centrosinistra, il centrodestra schiera un leghista doc come Mario Conte, con l’appoggio esplitico di Forza Italia. Da Re è chiaro: “Ho avuto da Salvini il mandato di portare a casa il risultato su Treviso e Vicenza, ed è quello che sto facendo”.

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