Era già emerso dalla carte dell’inchiesta subito dopo gli arresti del 6 luglio del 2016: la “cosca mafiosa” di Pietraperzia, in provincia di Enna, “ha rinvestito” ingenti somme di denaro, frutto di “riciclaggio dei proventi di illeciti tributari”, nel “consolidamento del proprio sodalizio e nell’espansione della propria sfera di operatività in Lombardia e a Milano, anche in occasione di Expo 2015“. Anche per questo aspetto i giudici della VI sezione penale di Milano motivano la sentenza dello scorso dicembre con cui sono state inflitte altre tre condanne, fino a 13 anni e 6 mesi di carcere, per la vicenda delle presunte infiltrazioni mafiose, tra il 2013 e il 2015, nei lavori di allestimento stand di Fiera Milano, attraverso la controllata Nolostand, tra cui anche quelli per alcuni padiglioni dell’Esposizione Universale.

A seguito dell’inchiesta, coordinata dal pm della Dda Paolo Storari, a 8 anni e 10 mesi in abbreviato era stato condannato un anno fa anche Giuseppe Nastasi, amministratore di fatto del consorzio Dominus e ritenuto vicino all’entourage del superlatitante Matteo Messina Denaro.
Nelle motivazioni della più recente sentenza a carico di Liborio Pace, ex braccio destro di Nastasi, e altri due imputati il collegio, presieduto da Raffaele Martorelli, spiega anche i motivi che hanno portato al riconoscimento del risarcimento a favore del Comune di Milano (provvisionale da 140mila euro), parte civile, chiarendo che “gli illeciti interessi dell’associazione verso le attività economiche locali hanno riguardato anche società del gruppo Fiera Milano e i relativi rapporti commerciali in Expo 2015 e nelle manifestazioni fieristiche, con conseguente danno alla potenzialità economica cittadina”.

I giudici, tra l’altro, hanno riconosciuto il risarcimento dei danni patrimoniali e di immagine anche per le altre due parti civili costituite, Fiera Milano e Nolostand, da quantificarsi in sede civile, senza però riconoscere alle due società una provvisionale immediatamente esecutiva. Provvisionale che è stata, invece, concessa all’amministrazione comunale. Il Tribunale, infatti, chiarisce nelle motivazioni che nella cause civile bisognerà svolgere “ulteriori approfondimenti istruttori“, anche perché “sono in corso indagini” penali “volte ad accertare se ed in che termini soggetti operanti, a vario titolo e livello, in seno alla struttura di Fiera Milano e Nolostand abbiano contribuito a cagionare, con condotte di mera negligenza o di connivenza con gli odierni imputati, o per effetto di veri e propri accordi di natura corruttiva” i reati contestati a Nastasi e agli altri che avevano legami con la cosca mafiosa. I giudici spiegano ancora che “gli approfondimenti investigativi sono in corso proprio al fine di verificare eventuali responsabilità omissive o commissive di soggetti terzi rispetto agli imputati“.