Trentotto treni cancellati, ritardi superiori ai 150 minuti (quasi 3 ore), partenze posticipate e passeggeri in attesa. Roma Termini è di nuovo in tilt, dopo il caos di lunedì a causa della nevicata che ha imbiancato la Capitale. Questa volta, però – come spiega Ferrovie dello Stato – la colpa non sarebbe dello scalo ferroviario romano ma di quello di Napoli Centrale, su cui è caduta “una quantità di neve superiore del previsto”.

“Il sistema a Termini è stato ripristinato”, affermano da Fs, eppure i treni dell’Alta Velocità – sia le Frecce che Italo Ntv – sono stati dirottati tutti su Roma Tiburtina, che ancora stamane è congestionata dal traffico ferroviario. Non solo. Risultano cancellati anche moltissimi treni che a Napoli non arrivano o che potrebbero essere “limitati” nella Capitale, con seri problemi anche per chi deve recarsi verso il centro-nord. “Le cancellazioni sono legate alla necessità di garantire l’offerta commerciale – spiegano dall’ufficio stampa di Trenitalia – in base anche ai turni del personale e dei convogli e questo porta alla soppressione di treni rispetto a quelli programmati”. Rispetto ai disagi di ieri, invece, “era prevista neve fino alle 7, ha nevicato fino alle 10”.

Nel frattempo, infuria la polemica sulle cosiddette “scaldiglie”, sistemi di riscaldamento degli scambi frequenti nelle stazioni del Nord Italia ma, a quanto pare, assenti o comunque scarsamente funzionanti nei principali scali da Roma in giù. Lo stesso identico problema si era presentato – ad esempio – nella Capitale anche durante la nevicata del 2012, quando il gelo e la neve misero a dura prova gli scambi, rallentando fortemente la circolazione ferroviaria e tirando in ballo un’altra celebre nevicata romana, quella del 1985.

“Ma in 33 anni è cambiato poco o nulla – racconta a IlFattoQuotidiano.it un tecnico di Rete Ferroviaria Italiana – Ancora oggi interveniamo a mano, utilizzando degli oli che hanno un effetto simile all’antigelo che si mettono nei radiatori delle auto, oppure con una sorta di grosso phon per scongelare lo scambio”. Ma installare scaldiglie elettriche potrebbe non convenire: “A Roma nevica una volta ogni tanto e gela pochi giorni l’anno, la spesa potrebbe non valere l’impresa”, ci dice ancora il dipendente.

Problemi anche sulla rete ferroviaria regionale. Trenitalia è stata costretta a sopprimere tutti i treni sulla direttrice Viterbo-Attigliano-Orte-Roma e la tratta Viterbo-Cesano, mentre è tornata pressoché alla normalità la percorrenza sulle altre linee, comprese quelle dirette all’aeroporto di Fiumicino. Anche qui, però, la beffa potrebbe essere dietro l’angolo. Nel contratto fra la Regione Lazio e Trenitalia c’è una clausola che prevede gli “eventi meteorologici” come di forza maggiore rispetto all’effettuazione del servizio.

Ciò vuol dire che la “straordinaria nevicata” di ieri potrebbe essere considerata tale e l’ente regionale essere costretto a pagare interamente i treni non effettuati al gestore del servizio, esattamente come se avessero spaccato il minuto. E il problema degli scambi? E i guasti tecnici? La responsabilità in quel caso sarebbe di Rfi, che fa parte dello stesso gruppo di Trenitalia ma nella gestione dei contratti è considerata un’azienda diversa. “Ma negli ultimi anni gli obiettivi di puntualità  sono stati ampiamente raggiunti”. L’ennesima beffa.

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