“È allucinante. Sembra di vedere Gomorra, ma a differenza della serie qui devono vincere i buoni! Non devono passarla liscia!”. Sono le parole con cui Luigi Di Maio ha commentato su Facebook il terzo video dell’inchiesta di Fanpage, in cui l’ex boss e “agente provocatore” Nunzio Perrella incontra Biagio Iacolare, presidente del Cda di SMA Campania, e il suo mediatore, Mario “Rory” Oliviero, ex presidente del Consiglio comunale di Ercolano, al quale consegna una valigetta contenente le tangenti da pagare.

“É impossibile che il presidente De Luca fosse inconsapevole di questa storia, perché sono coinvolti i suoi figli e il suo vice. La giunta regionale campana deve andare a casa – ha detto il candidato premier del M5S  – qui ci stanno ammazzando, questi politici si comportano peggio dei camorristi, perché i camorristi fanno il loro lavoro mentre i politici lo ammazzano questo Paese”. “Gli uomini di Ciriaco De Mita e lui stesso sono quelli che fanno affari con i rifiuti in Campania – ha proseguito – e sono gli stessi senza i quali Vincenzo De Luca non avrebbe la maggioranza in consiglio regionale”, ha detto Di Maio, parlando del governatore della Campania. “Un’inchiesta del genere dovrebbe far cadere, non solo la giunta regionale campana, ma far interrogare tutti i partiti su che razza di gente stanno mettendo nelle istituzioni”.

“In questa inchiesta è coinvolto Passariello di FdI e Meloni non dice una parola” e “non ho sentito neppure Renzi o Gentiloni dire una parola: hanno solo detto che giornalisti devono dimostrare la loro innocenza”. “La frase più grave di questa inchiesta è che gli servono soldi per la campagna elettorale. Quindi le tangenti che fanno morti di tumore finanziano la campagna elettorale del Pd. Noi non ce ne possiamo stare con le mani in mano: il 4 marzo i cittadini devono scegliere da che parte stare. Non si può più stare a guardare” aggiunge.

L’offensiva del Movimento contro il plenipotenziario di Matteo Renzi in Campania non conosce sosta. Se a Circo Massimo su Radio Capital Roberto Fico ha confermato “la richiesta di dimissioni per Vincenzo De Luca” domandando “per quale motivo il figlio di De Luca può trattare ecoballe che è una questione regionale?”, il gruppo 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania ha presentato una mozione di sfiducia, ma “a distanza di 24 ore nessun consigliere regionale ha firmato”, ha detto il capogruppo Gennaro Saiello.

Federazione nazionale della Stampa italiana, il Sindacato unitario giornalisti Campana e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti hanno chiesto al Pd di prendere le distanze dalle parole con cui De Luca lunedì ha attaccato Fanpage: “Le inchieste giornalistiche sono criticabili come qualsiasi altra attività intellettuale – si legge in una nota – le parole del presidente della Regione Campania vanno però oltre il limite di qualsiasi critica e rappresentano, queste sì, mero squadrismo verbale“.

“Bollare come ‘camorristiche‘ e ‘squadristiche’ le inchieste giornalistiche – prosegue la nota – è inaccettabile e non può essere consentito a nessuno, tantomeno a un rappresentante delle istituzioni. Sarebbe opportuno che anche il Pd facesse sentire la propria voce. Evidentemente la salvaguardia di pacchetti di voti viene considerata meritevole di tutela più della libertà di espressione e del diritto dei cittadini ad essere informati su una vicenda inquietante come quella del traffico di rifiuti in Campania”.

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