#StayFranca. Nemmeno il Mago Forest potrebbe farla scomparire. Franca Leosini è la sintesi suprema del connubio tra i social e la tv. Roba che nemmeno Oprah Winfrey. Sanremo 2018 non se lo sarebbe perso per nulla al mondo. Di palchi ne ha calcati diversi, l’ideatrice e conduttrice di Storie Maledette. Da quello della Cortellesi un sabato sera, a quello del party LGBT di Muccassassina a Roma.

Niente ferma la giornalista napoletana, classe ’34 e non ’49, che parla direttamente in faccia agli assassini inchiodandoli alle loro malefatte. Soprattutto se c’è da guadagnare un primo piano gratuito. Sempiterna permanente con abbondanti dosi di lacca a supporto perenne, Franca Lando (in Leosini) in principio si fece conoscere per un’intervista ad un innocente, tal Leonardo Sciascia, pubblicata sull’Espresso (Le zie di Sicilia) dove il celebre scrittore siciliano denunciava un ruolo importante delle donne nel sistema mafioso dell’isola.

Nel 1988 la carriera della signora in nero inizia in Rai come autrice di Telefono Giallo, poi dal 1994 l’ideazione e la conduzione di Storie Maledette. Un’intervista vis a vis con killer, o presunti tali, che da dietro le sbarre confessano, si pentono, abbozzano difese. Tra gli altri: Rudy Guede, Angelo Izzo, Patrizia Gucci, Fabio Savi (due volte), Pino Pelosi (tre volte). Franca è sempre lì davanti. Imperturbabile. Si aggrappa con eleganza a metafore e allusioni, a semplificazioni mai volgari del linguaggio per mostrare tutta la sua autorevolezza di professionista e di donna di fronte ad uno sventramento come ad una seduta di bondage.

Quando intervista Luca Varani, ex fidanzato di Lucia Annibali, e mandante dell’aggressione con l’acido al viso della ragazza, non si scompone nemmeno un attimo. Lei cerca il fondo della verità, la causa del gesto insano e folle. Punta il lato oscuro dell’omicida e non molla l’osso nemmeno per un secondo. I fan sul web sono al settimo cielo. Nascono i “leosiners” e decine di account social che ne richiamano le gesta tv. Su Le perle di Franca Leosini  troviamo la giornalista esibirsi in una sentitissima versione di Meraviglioso del grande Modugno.